Perde il bimbo al 9° mese di gravidanza per le violenze israeliane. Una famiglia prigioniera e assediata

Betlemme-Quds Press e MEMO. La moglie di Omar Hajajleh, incinta di nove mesi, ha perso il bambino a causa delle percosse dei soldati israeliani.

La famiglia Hajajleh vive in una situazione di reclusione, e violenza, a casa propria, chiusa dietro a un cancello elettronico che le autorità di occupazione hanno piazzato davanti a casa loro, a Al-Walajah, nel distretto di Betlemme: ogni membro della famiglia – padre, madre e i tre bambini – sono oggetto continuo di aggressioni; non possono ospitare parenti o amici senza l’approvazione dell’esercito, che deve aprire il cancello. È difficile per Omar ricevere gli ospiti, in quanto questi possono essere costretti ad aspettare tra le tre ore e i diversi giorni prima che lui ottenga il permesso di ingresso.

Le autorità israeliane hanno recentemente approvato la costruzione di un grande cancello elettronico davanti alla casa di Omar, situata nella parte orientale di Al-Walajah, a Betlemme. Questo separa completamente la sua casa dai dintorni ed è un evidente segno della politica di colonizzazione israeliana e di sequestro di terre palestinesi.

Hajajleh ha raccontato a Quds Press che la sua battaglia è iniziata nel 2009, quando l’occupazione israeliana ha iniziato la costruzione del Muro di annessione nel villaggio per separarlo da Gerusalemme.

Ha dichiarato che il muro ha completamente isolato la sua casa da Al-Walajah: “Ci hanno offerto carte d’identità israeliane, ma abbiamo rifiutato. Hanno poi costruito un tunnel che ci collega a Al-Walajah”. La famiglia fu avvertita poi che il tunnel sarebbe stato chiuso entro pochi giorni.

“Se avessimo accettato le carte d’identità, il muro sarebbe stato sigillato e saremmo stati annessi a Gerusalemme. Tuttavia, abbiamo rifiutiamo ciò dal 2008 e vogliamo rimanere nel nostro villaggio con la nostra famiglia e la nostra gente”.

Nonostante una lunga battaglia nei tribunali israeliani per fermare la separazione della casa degli Hajaleh da Al-Walajah, le forze d’occupazione hanno continuato il loro progetto.

Il cancello elettronico non è ancora completo, ma avrà due chiavi, una per consentire l’accesso della famiglia alle proprietà, a piedi e in macchina, e l’altra per l’esercito israeliano.

Tuttavia, le autorità di occupazione hanno proibito alla famiglia di avere degli ospiti durante la notte, poiché nessuno può rimanere in casa se non Omar, sua moglie e i suoi tre figli.

Omar ha anche raccontato a Quds Press che lui e la sua famiglia sono stati attaccati dalle guardie di frontiera israeliane e arrestati 16 volte.

“Continueremo a stare nella nostra casa e a controllare la nostra terra”, ha concluso Omar.

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