PHRI fa appello alle autorità israeliane affinché forniscano a Gaza strumentazione mancante e assistenza ai pazienti che hanno bisogno di cure

Imemc.org. L’organizzazione Physicians for Human Rights Israel (PHRI) ha fatto appello al coordinatore delle attività governative nei territori (COGAT) e al ministero della salute (MOH) di fornire a Gaza la strumentazione di cui ha urgente necessità per combattere il COVID-19, compresi antisettici di base, letti di terapia intensiva e ventilatori.

L’organizzazione ha altresì fatto pressione alle due autorità per trovare alternative ai pazienti di Gaza che hanno bisogno urgente di interventi o trattamenti attualmente non disponibili nella Striscia e per chi, a seguito delle restrizioni poste per contenere il contagio da COVID-19, non ha la possibilità di lasciare la zona per avere accesso alle cure necessarie da un’altra parte.

Ci sono circa 2700 abitanti di Gaza in quarantena, compresi 1271 in 20 unità di isolamento ricavate da scuole, hotel e ospedali. Ad oggi, 99 persone sono state testate e 2 sono risultate positive.

Il sistema sanitario di Gaza non era comunque in grado di sostenere le necessità della popolazione locale già da prima dell’arrivo del COVID-19. La frammentazione tra Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est si somma ai continui ostacoli posti da Israele alla libera circolazione di pazienti, strumentazioni mediche, medicinali e personale medico. Di conseguenza molte cure non sono disponibili e il personale medico locale manca di competenze aggiornate.

Nel frattempo mancano molte attrezzature per il trattamento dei pazienti affetti da coronavirus, con solo circa 70 letti di terapia intensiva disponibili e il personale medico privo di mascherine e camici protettivi. Anche se è stato allestito un ospedale da campo con 40-50 letti, potrà ammettere al massimo 100 pazienti.

Ciò si aggiunge alle scarse condizioni della sanità pubblica: crisi idrica ed elettrica, alto tasso di povertà e alta densità della popolazione, che lasciano presagire l’inabilità di mantenere le condizioni sanitarie e l’isolamento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, WHO) ha già emesso un appello per assistenza volontaria per assicurare i bisogni essenziali e il PHRI sta lavorando al fianco dell’organizzazione e del MOH di Gaza per provare a soddisfare questi bisogni.

Oltre alla sfida di fronteggiare un potenziale scoppio dell’epidemia, Gaza si deve anche prendere cura dei malati già esistenti. Le necessità mediche di Gaza sono tali che secondo l’OMS, nel 2018 oltre 9000 pazienti hanno dovuto lasciare la Striscia per curarsi, dato che gli ospedali locali non erano in grado di offrire le cure appropriate.

Circa un quarto dei pazienti erano malati di cancro. Questi pazienti al momento non possono lasciare Gaza a causa delle restrizioni poste da Israele, Hamas e dall’Autorità palestinese per prevenire la diffusione del coronavirus.

In qualità di occupante di Gaza, Israele deve garantire che vengano prese le profilassi e le misure preventive necessarie per combattere la diffusione di malattie contagiose ed epidemie. Inoltre, deve garantire che, anche nel caso in cui manchino attrezzature e rifornimenti medici, la popolazione riceva le cure necessarie.

PHRI fa appello alla comunità internazionale affinché richieda al ministero della Salute israeliano e al ministero della Difesa di:

– garantire che il ministero della Salute di Gaza riceva l’attrezzatura essenziale per combattere la diffusione del contagio

– dialogare con il ministero della Salute per i pazienti di Gaza che hanno bisogno di interventi non elettivi e cure non disponibili a Gaza

Traduzione per InfoPal di Giulia Barbini

 

 

 

 

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