Più di 20 mila coloni visitano la moschea di Ibrahimi a Hebron

Hebron-Ma’an. Circa 22 mila coloni israeliani si sono recati a Hebron, nel sud della Cisgiordania occupata, per visitare il complesso della Moschea Ibrahimi e celebrare la Pasqua ebraica, all’alba di martedì.

Secondo giornali israeliani, migliaia di ebrei ultra-ortodossi e coloni israeliani sono stati trasportati via autobus verso la moschea Ibrahimi, in gruppi successivi, e hanno recitato preghiere in occasione della Pasqua ebraica.

Fonti hanno confermato che circa 10 mila coloni israeliani hanno recitato delle preghiere in ebraico nella Grotta dei Patriarchi, all’interno della Moschea di Ibrahimi. Hanno aggiunto che le forze israeliane hanno isolato l’area, impedendo ai fedeli musulmani di entrare nella moschea.

Il 25 febbraio 1994, il colono israeliano Baruch Goldstein aprì il fuoco contro i fedeli musulmani nella moschea, uccidendo 29 persone e ferendone oltre 120. In un accordo del 1997, Hebron venne divisa in aree di controllo palestinese ed israeliano; anche la moschea Ibrahimi fu divisa in due, creando così una sinagoga, nota agli ebrei come la Grotta dei Patriarchi.

La Moschea Ibrahimi finì sotto la zona H2, controllata dall’esercito israeliano, che comprende anche il resto della Città Vecchia e l’allora fiorente al-Shuhada street, dove ora rimangono solo le vetrine di negozi ormai chiusi e case abbandonate.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

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