Preghiera cristiana di massa contro insediamenti israeliani a Hebron

345518CHebron-Ma’an e Imemc. L’arcivescovo ortodosso Attallah Hanna era tra i diversi leader religiosi e politici che hanno preso parte ad una marcia, sabato, per protestare contro l’acquisto da parte di coloni israeliani del plesso di una chiesa, nel sud della Cisgiordania occupata.
Il complesso di 38 dunam (9,3 acri), conosciuto come Beit al-Baraka, è localizzato nel nord del campo profughi al-Arrub, nel distretto di Hebron.
Un articolo del quotidiano israeliano Haaretz, a maggio ha reso noto che nel 2012, un milionario statunitense, Irving Moskowitz, aveva comprato il sito attraverso una compagnia svizzera, con l’intenzione di trasformarlo in un avamposto coloniale.
Comitati di resistenza popolare hanno organizzato la marcia di sabato. 
I manifestanti hanno eseguito una preghiera di massa condotta da Attalah Hanna, arcivescovo della Chiesa greco-ortodossa di Sebastia, e da padre George Awad.
Awad ha esortato il presidente palestinese Mahmoud Abbas e l’Autorità Palestinese ad appoggiare Beit al-Baraka nella sua battaglia contro le violazioni israeliane.
I partecipante hanno affermato che le forze israeliane hanno soppresso la marcia e hanno impedito loro di raggiungere il complesso della chiesa. 
La chiesa è localizzata in un luogo strategico che, una volta colonizzato, vedrà insediamenti israeliani estendersi dal blocco dei coloni di Gush Etzion a sud di Gerusalemme fino ad un raggruppamento di colonie intorno a Hebron. 
Oltre 500 mila israeliani vivono in colonie illegali a Gerusalemme est e in Cisgiordania. 
Traduzione di F.H.L.

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