Preghiera e proteste dei gerosolimitani per sgombero famiglia Shamasna da Shaykh Jarrah

Gerusalemme-Ma’an. Venerdì 8 settembre, palestinesi gerosolimitani hanno eseguito preghiere davanti alla casa degli Shamasna, nel quartiere di Sheikh Jarrah, in un atto di protesta contro lo sfratto forzato della famiglia, avvenuto martedì 5 agosto, quando l’edificio, di loro proprietà da 53 anni, è stato assegnato a coloni israeliani.
Alcuni membri della famiglia hanno partecipato alle preghiere, insieme al sindaco palestinese di Gerusalemme, Adnan al-Husayni, al Segretario di Fatah di Gerusalemme, Shadi Mtour, al funzionario di Fatah Abd al-Qader e ad altri religiosi e figure nazionali.
Muhammad Shamasna, 45 anni, e suo figlio Dirar, 23 anni, sono stati rilasciati da una prigione israeliana giovedì, dopo essere stati arrestati durante lo sgombero condotto dai coloni.
In alcuni articoli precedenti si affermava che per il rilascio dei cittadini non erano state poste condizioni, fonti locali hanno affermato venerdì che a Muhammad è stato proibito di tornare a Sheikh Jarrah per due settimane. Non è chiaro se ciò vale anche per Dirar.
Questa cittadinaè diventata obiettivo principale delle richieste di proprietà degli ebrei, in quanto affermano che il quartiere fosse il luogo di residenza di una comunità ebraica nel XIX secolo.
La rappresentanza dell’Unione Europea e il direttore delle Missioni dell’UE a Gerusalemme e a Ramallah hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, venerdì, condannando lo sfratto a Sheikh Jarrah.
Traduzione di F.H.L.

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