Prigionieri palestinesi malati vengono puniti per aver preso parte allo sciopero della fame

C9ssGhZW0AA_0P4Maan, PC, Social Media. Sette prigionieri palestinesi detenuti nel carcere israeliano di Ashkelon hanno deciso di prendere parte allo sciopero della fame di massa iniziato lunedì nelle prigioni israeliane, secondo quanto riportato martedì dal Comitato palestinese degli Affari dei prigionieri.

Karim Ajwah, l’avvocato del comitato che martedì ha visitato i sette detenuti, li ha identificati come Said Musallam, Othman Abu Khurj, Ibrahim Abu Mustafa, Yasser Abu Turk, Nazih Othman, Ayman Sharabati e Abd al-Majid Mahdi.

L’avvocato ha sottolineato che il Servizio carcerario israeliano ha già preso misure punitive contro i prigionieri malati che si sono uniti allo sciopero, confiscando loro apparecchi elettronici, vestiti e lenzuola.

Queste vanno ad aggiungersi a numerose altre misure punitive attuate contro i circa 1.500 prigionieri già entrati in sciopero.

Marwan Barghouthi, leader del cosiddetto sciopero della Libertà e della Dignità, ha presentato una lista di richieste, legate soprattutto alla mancanza di cure mediche adeguate e alla negligenza medica nelle prigioni israeliane.

Gli scioperanti richiedono la chiusura della clinica carceraria di Ramla in quanto non fornisce trattamenti medici adeguati, la fine della deliberata politica di negligenza medica, lo svolgimento di esami medici periodici, alti standard medici per le operazioni chirurgiche e il rilascio di tutti i detenuti malati – soprattutto quelli con disabilità e malattie incurabili; richiedono inoltre che i prigionieri vengano esentati dal pagamento dei trattamenti medici.

Secondo il gruppo per i diritti Addameer, ci sono oltre 700 malati fra i 6.440 palestinesi prigionieri nelle carceri israeliane, 21 dei quali detenuti nella clinica di Ramla.

Le autorità israeliane hanno stabilito un ospedale da campo e si teme che alimenteranno a forza i prigionieri in sciopero, violando gli standard internazionali di etica medica e la legge internazionale che considera questa pratica inumana o persino una forma di tortura.

I dottori israeliani negli ospedali civili hanno finora rifiutato di alimentare a forza i palestinesi in sciopero, nonostante la Corte Suprema israeliana abbia recentemente decretato che tale pratica è costituzionale.

Traduzione di F.G.

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