Prigioniero palestinese riabbraccia la moglie dopo 18 anni di carcere

Jenin – Palestine Chronicle. Il palestinese Abdul Karim Mukhdar ha riabbracciato sua moglie per la prima volta in 18 anni, dopo essere stato rilasciato martedì dalle carceri israeliane.

Quando il 49enne è sceso dall’auto al checkpoint di Jalama, vicino a Jenin, Jinan Samara, 44 anni, è corsa a salutarlo.

Jinan, del villaggio di Broqin, ad ovest di Salfit, ha detto: “Due anni dopo essermi laureata alla al-Quds Open University, Abdul Karim Mukhdar venne e chiese la mia mano alla mia famiglia. Era a giugno del 2002. All’epoca, la Seconda Intifada imperversava in Cisgiordania e le forze d’occupazione israeliane stavano perseguitando Abdel Karim, sostenendo che stesse svolgendo ‘attività ostili’. Era ricercato dalle forze [di polizia]. Il suo nome e la sua foto erano stati pubblicati in tutti i posti di blocco nelle strade della Cisgiordania”.

Alla fine di settembre del 2002, tre mesi dopo il loro matrimonio, mentre Abdul Karim si preparava a lasciare Nablus dopo mezzanotte, una jeep israeliana lo fermò, un ufficiale controllò la sua carta d’identità e lo arrestò.

“Da quel giorno non ho più stretto la mano ad Abdul Karim. Sono passati 18 anni dal suo arresto e dal suo trasferimento tra tutte le carceri israeliane. Vado a trovarlo una volta al mese, solo per 45 minuti, parliamo al telefono ed il vetro ci separa. Lo vedo ma non posso stringergli la mano o toccarlo”, ha spiegato Jinan, aggiungendo: “Non c’è privacy “.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

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