A proposito di Gaza e dell’assedio: perché si permette che avvenga?

imagesPIC“Stavamo soltanto obbedendo a degli ordini!”

“Non ci si può difendere in nessun modo per aver obbedito ad ordini illegali. Ricordate Norimberga?!”

– Dialogo inventato con un agente israeliano

A metà maggio, il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha avvertito sull’imminente collasso della Striscia di Gaza affermando, in una allarmante dichiarazione, che: “La scarsità di energia e la grave carenza di carburante a Gaza hanno danneggiato tutti gli aspetti della vita nella Striscia…”. Il rapporto ha messo in guardia su una “crisi incombente” nella sanità pubblica e nei settori dell’ambiente a causa della scarsità di energia.

E tornando indietro a settembre 2015, l’ONU aveva già avvertito che Gaza sarebbe divenuta “inabitabile” entro il 2020. In quell’anno il rapporto aveva reso chiaro il fatto che il PIL di Gaza era sceso del 15% nel 2014 e che la disoccupazione aveva raggiunto il risultato record del 44%, col 72% delle famiglie che non aveva cibo sicuro da mangiare! Il rapporto concludeva che l’arretramento del livello di sviluppo di Gaza era stato accelerato dall’aggressione di Israele avvenuta nel 2014.

Alcuni anni prima, i media israeliani avevano rivelato che le forze di occupazione avevano effettuato il calcolo della quantità di calorie necessarie ai residenti di Gaza per poter sopravvivere e per evitare la malnutrizione.

Ed anche in anni precedenti a questo, Dov Weissglass, consigliere del primo ministro israeliano, aveva sintetizzato la politica israeliana nei confronti della zona più densamente popolata al mondo affermando che: “L’idea è quella di mettere a dieta i Palestinesi, ma senza farli morire di fame”.

Decenni di demonizzazione dei Palestinesi, in generale, e degli abitanti di Gaza, in particolare, hanno portato alla loro disumanizzazione e alla proliferazione degli stereotipi e delle generalizzazioni dilaganti nei loro confronti, come ad esempio: “loro sono deboli, ammalati, pericolosi, fondamentalisti, terroristi, brutti, neri, sottosviluppati, poveri, incivili… ecc.”. Il decennale lento genocidio a loro inflitto e l’aumento delle morti, perciò, non vengono registrati dalle coscienze di tutto il mondo!

Come l’Apartheid, Israele cerca di normalizzare questo “genocidio crescente” e prende ogni misura che ha a disposizione per giustificarlo, mentre il mondo dovrebbe sollevarsi contro ciò accogliendo le richieste del BDS lanciate dalla società civile palestinese. Noi comprendiamo appieno che la deliberata carenza di cibo o dei mezzi per produrre cibo o dell’accesso al cibo, in qualsiasi forma, sono soltanto un’altra strategia dell’occupazione israeliana, della colonizzazione, dell’apartheid in Palestina e, quindi, dovrebbero essere considerate come situazioni anormali, se non pogrom!

Ma quel che qui a Gaza non riusciamo a comprendere è: Perché viene permesso che ciò possa accadere?

Traduzione di Aisha Tiziana Bravi

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