Pulizia etnica della Palestina: i luoghi santi a Israele.


Cisgiordania – Infopal. Non solo Gerusalemme, ma anche le città della Cisgiordania sono “luoghi santi” per Israele, che ha reso nota una lista di siti “patrimonio nazionale”.

Lo ha annunciato ieri il primo ministro Benjamin Netanyahu, presentando il “Piano per riabilitare e rafforzare le strutture del patrimonio nazionale israeliano”.
Tra i luoghi sottratti alla Palestina, dunque, c'è anche la Moschea di Ibrahim, a Hebron, oggetto di sequestro, almeno parziale, già da anni, in quanto ritenuta “La grotta dei Patriarchi”, e la Tomba di Rachele, e area connessa, a Betlemme.

Ma lo Stato sionista, fondato nel 1948 sulla pulizia etnica di milioni di palestinesi, macchiatosi ripetutamente di crimini di guerra, non si ferma qui.
Della lista fanno parte anche 150 luoghi situati nei territori israeliani. 

La reazione. L'Anp di Ramallah ha condannato il piano di aggressione israeliano, sottolineando che Hebron e Betlemme sono sacre a tutte e tre le religioni – ebraismo, cristianesimo e islam – e non solo a una e che tale decisione “riflette una storia artificiale che serve solo la politica degli insediamenti israeliani”.

L'agenzia “Maan” riporta la notizia della proclamazione dello sciopero generale da parte di Fatah.
Da parte sua, il sindaco di Hebron, Khaled al-Eseili, si è rivolto all'UNESCO perché “protegga la Moschea di Ibrahim, ne impedisca la dissacrazione”. E ha ricordato che le Convenzioni di Ginevra e il diritto internazionale proibiscono alle potenze occupanti di alterare il patrimonio storico del Paese occupato. 

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