Pulizia etnica della Palestina: piano per dislocare 36.000 beduini dal Negev

PIC. Il ministro israeliano dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale, Uri Ariel, ha presentato un piano per dislocare circa 36.000 beduini dai loro villaggi nel Negev, secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Hayom.

Il piano, se approvato, dovrebbe essere implementato nel 2019 e dovrebbe essere completato in quattro anni.

Le autorità israeliane stanno cercando di stabilire decine di progetti che richiedono il trasferimento della popolazione in un’altra area, ha aggiunto Hayom.

Il giornale israeliano ha osservato che le terre confiscate ai beduini sono stimate a 260.000 dunum (1.000 m²), la più grande operazione di sottrazione di terra dal 1948.

Il dislocamento inizierà nel 2019 e continuerà per quattro anni.

Sulle rovine dei villaggi ripuliti etnicamente, Israele vuole espandere la Trans-Israel Highway (Highway 6), un’area di 12.000 dunums con 5.000 famiglie arabe che vi vivono e che Israele intende trasferire a Tel Sheva, Abu Talul e Um Batin.

Le autorità israeliane stanno pensando di trasferire una fabbrica per le industrie militari dal centro di Israele al Negev, una mossa che comporta la dislocazione di 5.000 arabi ad Abu Talul, Abu Qrinat e Wadi al-Naam, da Ramat Bekaa.

Israele sta inoltre pianificando di costruire una linea elettrica ad alta tensione su 50.000 dunum di terra, ponendo una minaccia a 15.000 persone incluse nel piano di dislocamento.

Questi villaggi beduini non compaiono sulle mappe ufficiali israeliane e non forniscono servizi di base, come acqua ed elettricità, da parte delle autorità israeliane. Non hanno indirizzi e Israele non riconosce i loro diritti.

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