Qadih, ucciso dal cancro e dai ritardi dell’occupazione

Gaza – PIC. Fuad Ibrahim Qadih, 53 anni, abitante di Absan al -Kabira, a est della città di Khan Yunes, nel sud della Striscia di Gaza, ha lasciato questo mondo dopo un anno di malattia. In quest’anno di sofferenza, l’occupazione sionista gli ha impedito di attraversare il passaggio di Beit Hanun per ricevere le cure necessarie al suo tumore; tumore che ha finito per ucciderlo.

Il defunto Qadih fa parte dei malati della Striscia di Gaza ai quali gli occupanti impediscono di recarsi negli ospedali della Cisgiordania, a Gerusalemme o nei Territori palestinesi occupati nel 1948 (Israele). Dall’inizio del blocco su Gaza, vale a dire da undici anni a questa parte, molti di loro sono morti.

Un vero omicidio.

Nel settembre 2016, Qadih ebbe un dolore addominale insopportabile; dopo esami e accertamenti gli fu diagnosticato un tumore al colon.  Nella Striscia di Gaza gli era impossibile trovare le cure necessarie.

In passato, Qadih lavorava nei Territori palestinesi occupati nel 1948. Ma dopo l’Intifada di al-Aqsa, nel 2000, perse il suo lavoro. E’ stato obbligato ad accettare qualsiasi lavoro per sostenere sua moglie e i suoi otto figli di cui tre malati.

Sua moglie ha raccontato al corrispondente di PIC il calvario nel quale viveva la famiglia a causa di questa malattia.  La donna racconta come ogni volta che riusciva ad avere un appuntamento per una visita, una radiografia o un esame negli ospedali di Gerusalemme, gli occupanti respingevano la richiesta, lasciando il malato in preda al suo tumore e ad uno stato psicologico terribile.

Nel novembre 2016, i servizi di informazione israeliani avevano infine dato il consenso affinché il malato potesse attraversare il passaggio di Beit Hanun, così era tornata un po’ di fiducia, ma è durata poco: i medici gli avevano comunicato che l’attesa aveva fatto sì che il cancro raggiungesse il fegato.

Dopo il suo ritorno, il ciclo di esami e diniego è ricominciato, hanno raccontato i figli Sjihad e Khaled. Gli occupanti lo hanno ucciso psicologicamente ancora prima che la malattia.

Troppo tardi.

Nell’agosto 2017, Qadih è stato sorpreso dalla tanto attesa autorizzazione a recarsi a Gerusalemme. L’ospedale al-Mattla’a ha scoperto che il cancro si era propagato in tutto l’addome e che anche i polmoni erano malati.  Hanno provato a curarlo.

A Gaza, gli occupanti hanno iniziato la loro politica di negligenza medica. Qadih ha perso peso a vista d’occhio. I medici non hanno potuto fare nulla per aiutarlo. Ha reso la sua anima all’alba del 23 settembre.

Sua moglie si chiede: “Quando gli occupanti finiranno di uccidere psicologicamente i malati, ritardandone e rifiutandone le cure, prima che a ucciderli sia la malattia? Maledetto sia chiunque abbia ritardato le cure di mio marito, fino a portarcelo via!”

Traduzione di Daniela Minieri

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