Qaraqe: è pirateria israeliana il progetto di confiscare le nostre entrate fiscali

PIC. La commissione palestinese degli Affari dei detenuti ed ex-detenuti ha fortemente denunciato l’intenzione d’Israele di emanare una nuova legge che confisca le entrate fiscali palestinesi per impedire all’Autorità Palestinese di utilizzarle per sostenere famiglie di prigionieri, vittime e cittadini feriti.

In un comunicato stampa rilasciato giovedì, il capo della commissione Issa Qaraqe ha accusato il governo israeliano di praticare estorsioni finanziarie e pressioni sul popolo palestinese attraverso la sua legislazione razzista, affermando che tali leggi non riusciranno mai ad influire sul sostegno dato alle famiglie di prigionieri, martiri e feriti, che ha descritto come “vittime dell’occupazione”.

“Indipendentemente dalla capacità finanziaria dell’Autorità Palestinese, non abbandoneremo i nostri prigionieri, martiri e cittadini feriti. Le leggi d’Israele non ci obbligano e non ci impediranno di continuare ad abbracciare socialmente e finanziariamente le famiglie dei prigionieri, dei martiri e dei feriti”, ha affermato Qareqe. E ha condannato la legge che Israele prevede di emanare come “pirateria finanziaria e flagrante furto di fondi e risorse palestinesi“.

“Non ci inchineremo mai agli obiettivi d’Israele che cercano di criminalizzare la [legittima] lotta del nostro popolo e metterla nel quadro del terrorismo”, ha affermato il dirigente palestinese.

“I nostri prigionieri [nelle carceri israeliane] sono prigionieri della libertà e sono legittimi combattenti della resistenza secondo le risoluzioni delle Nazioni Unite e le convenzioni internazionali”, ha aggiunto.

Traduzione di F.L.H.

 

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