Raccolte 85 mila firme per l’arresto di Netanyahu

344876CLondra-AFP e Ma’an. Da mercoledì 26 agosto, quasi 85 mila persone hanno firmato una petizione per l’arresto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per crimini di guerra, quando visiterà Londra, il prossimo mese.
La petizione è stata lanciata all’inizio di questo mese dalla cittadina britannica Damian Moran ed è pubblicata sul sito del governo.
“In base alla legge internazionale, (Netanyahu) dovrebbe essere arrestato per crimini di guerra al suo arrivo nel Regno Unito, per il massacro di oltre 2 mila civili nel 2014”, ha affermato Moran, riferendosi all’offensiva delle forze israeliane di 51 giorni contro Gaza, lo scorso anno.
Se il numero raggiunge le 100 mila firme, la petizione potrà essere presa in considerazione per il dibattito nel parlamento britannico.
Tuttavia, Moran ha dichiarato ai media di dubitare che possa raggiungere la Camera, a causa delle strette relazioni tra Israele e Gran Bretagna.
Il governo britannico è stato obbligato a rispondere, dopo le 10 mila firme, affermando che “i capi di stato di Paesi stranieri in visita, come il primo ministro Netanyahu, hanno l’immunità rispetto ai processi legali, e non possono essere arrestati o trattenuti”.
“Riconosciamo che il conflitto a Gaza, l’anno scorso, ha preso una piega terribile”, ha aggiunto.
“Come ha affermato il primo ministro (David Cameron), eravamo tutti profondamente rattristati dalla violenza e il Regno Unito è rimasto in prima linea durante gli sforzi internazionali per la ricostruzione. Tuttavia, il primo ministro è stato chiaro sul riconoscimento britannico del diritto israeliano di adottare azioni proporzionate per la sua propria difesa, restando dentro i limiti della legge umanitaria internazionale”.
La Gran Bretagna sta spingendo per una soluzione a due stati per il conflitto israelo-palestinese e “rinforzerà questo messaggio al signor Netanyahu durante la sua visita in settembre”.
Qualsiasi cittadino britannico può avviare una petizione sul sito del governo, chiedendo un’azione specifica da parte del governo o della Camera dei Comuni.
Solo i cittadini britannici posso firmare la petizione, ma la procedura è semplice: basta introdurre un nome, un indirizzo e un codice postale validi.
L’ambasciata israeliana a Londra ha definito la petizione “una bravata pubblicitaria priva di significato”.
Israele ha lanciato una campagna militare contro la Striscia di Gaza governata da Hamas lo scorso 8 luglio, portando alla morte di oltre 2.200 palestinesi e 66 soldati israeliani.
Una Commissione d’Inchiesta delle Nazioni Unite sul conflitto a Gaza del 2014 ha annunciato, a giugno, di aver raccolto “accuse credibili” secondo le quali sia il lato israeliano sia quello palestinese hanno commesso crimini di guerra durante il conflitto, e ha invitato entrambi a collaborare a un’indagine preliminare condotta dalla Corte Criminale Internazionale (CCI).
La Palestina è entrata nella CCI il 1° aprile, con l’obiettivo di processare i leader israeliani per gli abusi nella guerra contro Gaza e i presunti crimini relazionati all’occupazione della Cisgiordania e della Gerusalemme est. L’Autorità Palestinese ha sottoposto un primo dossier di prove alla Corte, a giugno. 
Traduzione di F.H.L.

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