Racial profiling, il modello israeliano dimenticato dai media

A cura dei Giovani Palestinesi d’Italia. La questione del razzismo sistematico e della brutalità delle forze dell’ordine non tocca solo gli Stati Uniti, e i Paesi occidentali, ma tutte quelle aree del mondo in cui c’è una minoranza oppressa. La copertura mediatica nostrana, però, si dimentica di tanti altri razzismi. I palestinesi sono 73 anni che vivono lo stesso sistema malato nel silenzio generale. Ahmad è stato ucciso martedì pomeriggio dalla polizia israeliana, mentre stava andando a prendere la madre e le sue sorelle, intente a prepararsi al matrimonio di una di loro. I soldati hanno impedito a chiunque di avvicinarsi per dargli soccorso e lo hanno lasciato morire dissanguato, solo, abbandonato, sull’asfalto.

Ahmad è morto per il solo fatto di essere palestinese. Questo è un esempio di racial profiling. Cos’è il racial profiling? Quest’espressione si riferisce al peso decisivo di fattori razziali o etnici nel determinare l’azione portata da parte delle forze dell’ordine nei confronti di un individuo (per esempio un controllo o un arresto). La pratica è controversa, e la sua illegalità è al centro di numerosi dibattiti nazionali e internazionali.
Il concetto di profilazione razziale è stato definito in diversi modi:
«Ogni azione di polizia che si basi sulla razza, l’etnia o l’origine nazionale di un individuo, piuttosto che sul suo comportamento oppure su informazioni che portino a identificarlo come coinvolto in attività criminali».
«Il mantenimento dell’ordine è distorto da fattori razziali quando le forze dell’ordine considerano impropriamente la razza o l’etnia nel decidere come e contro quali soggetti agire».
«Usare la razza quale elemento chiave nel decidere se effettuare il fermo di un conducente».
Nessuna minoranza etnica in nessun Paese, soprattutto in quelli occidentali, è esente dal racial profiling. Lo vediamo negli USA, lo vediamo in Israele, in Francia, ma anche qua in Italia. Quante volte le forze dell’ordine fanno controlli random solo a chi fisiognomicamente sembra straniero? Quante volte i controllori sul treno chiedono il biglietto solo agli stranieri? Non serve arrivare all’omicidio per essere vittime di racial profiling. Lo vediamo ogni giorno, e questa è la prova che nelle nostre società il razzismo è strutturale e sistematico. E in Israele, quella si autodefinisce “l’unica democrazia in Medio Oriente”, questo è ancora più evidente.

Fonti delle citazioni:
1. Ramirez, McDevitt, Farrell. “A resource guide on racial profiling data collection systems”. Dipartimento di Giustizia USA. 08/06/2010.
2. Fridell, Lunney, Diamond and Bruce Kubu. ” Racially biased policing : principled response”.
Racialprofilinganalysis.neu.edu
3.” Racial profiling: limited data available on motorist stops”. General accounting office. 08/06/2010.

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