Rama ha assistito all’omicidio della madre

Salfit – PIC. Rama, otto anni, ha visto sua madre uccisa davanti ai suoi occhi per mano dei coloni israeliani, assistendo all’orrore, all’arroganza e al terrore di questi stranieri che diffondono devastazione da quando hanno messo piede in Palestina, 70 anni fa.

Rama era seduta nel sedile posteriore dell’auto del padre, di ritorno da una visita alla loro famiglia a Hebron nel sud della Cisgiordania. Hanno passato decine di posti di blocco sul tragitto verso il nord, dove vivono, ma un gruppo di coloni israeliani stava premeditando la morte della famiglia palestinese ad uno di questi blocchi.

L’incidente è avvenuto vicino al check-point di Za’tara, non lontano dalla loro città, a ovest di Salfit. I coloni hanno scagliato un masso contro la loro auto, colpendo la madre, Aisha al-Rabi.

“Ero in auto con i miei genitori e quando abbiamo raggiunto il check-point di Za’tara, vicino Salfi; ho sentito un forte rumore di massi scagliati contro l’auto, lanciati dai coloni. Uno ha colpito mia madre in testa non lasciandole scampo, neanche il tempo per gridare”, ha detto Rama.

Rama ha urlato con tutte le sue forze di fronte all’orrore e nessun’altro suono era udibile in quel momento di dolore. I coloni stavano commettendo un altro crimine terrorista contro i civili palestinesi.

Gli occhi di amici e familiari erano concentrati sulla piccola Rama durante la veglia alla martire Aisha, nella sua casa a ovest di Salfit. La piccola ripeteva “mia madre non c’è più”, facendo commuovere tutti.

“Mia madre se n’è andata, rivoglio la mia mamma”, diceva dopo che le è stato detto “tua madre è andata in paradiso”.

Nell’incidente, il marito della vittima è rimasto ferito e i residenti della città di Badia erano in uno stato di grande rabbia e dolore per la perdita di Aisha, che è stata seppellita dopo una lunga processione funebre.

Il marito ha detto di essere stato sorpreso dalla presenza dei coloni israeliani al check-point. “Ho provato invano ad evitare le pietre. I coloni urlavano e ci aspettavano al check-point di Zaa’tar ma noi non potevamo vederli”.

A causa di questo crimine, non solo la figlia di otto anni, ma anche la sorella Salam, 23 anni, è rimasta traumatizzata: la madre l’ha lasciata due settimane prima del matrimonio.

Traduzione per InfoPal di Chiara Parisi

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