A Ramadan, un rifugio per i poveri

Hebron/Al-Khalil-PIC. Nel corso della storia Hebron, città arabo-musulmana, è sempre stata conosciuta, secondo la letteratura islamica, come la città del Profeta Abramo Al-Khalil, la pace sia su di lui, che visse 3800 anni orsono (la città porta oggi il suo nome), e ha sempre portato avanti, fino ad oggi, la sua tradizione di città generosa e che nutre e rifocilla gli ospiti. 

Il Takiyeh di Hebron venne fondato nel 1279 dal sultano Qaloun al-Salhi durante il periodo di Nasser Salah al-Din al-Ayyubi, e venne denominato Rabat, per far rivivere l’ospitalità e la generosità, attitudini che derivano direttamente dal Profeta Abramo. 

Radici storiche

Il Takiyeh di Hebron venne conosciuto anche con il nome di Tablaniya, parola araba che significa la casa dei tamburi, in quanto chi vi lavorava, mentre preparava il cibo al mattino e alla sera, sbatteva sulle pentole in modo che gli ospiti, i viaggiatori ed i vicini all’interno e attorno alla Moschea Ibrahimi potessero sentirne il suono e recarsi quindi a consumarvi i pasti. 

Mohammed Ziyiab Abu Saleh, un appassionato della storia di Hebron, ha sottolineato l’importanza che gli Ayyubidi davano a questa organizzazione di beneficenza, in special modo Nasser Salah al-Din al-Ayyubi, facendo notare in un’intervista rilasciata a PIC che “gli Ayyubidi assegnarono terre, fattorie e bestiame al Takiyeh perché li utilizzassero per fornire cibo a chi arrivasse in città. Il Takiyeh forniva anche orzo e foraggio ai cavalli di chi arrivava in modo che potessero fermarsi nei dintorni più a lungo”.

Abu Salih ha potuto osservare che “lo Stato musulmano si è preso cura del Takiyeh nel corso della storia. Gli Ayyubidi se ne sono occupati e ne hanno aumentate le ricchezze. Quando Saladino venne a visitarlo distribuì speciali finanziamenti alla Moschea Ibrahimi e al Takiyeh Ibrahimi, rifocillando chi arrivava e fornendo foraggio ed orzo ai loro cavalli così da potersi fermare più a lungo”. 

Una delle strutture del Takiyeh era una grande cucina adibita alla preparazione della Dishsha (zuppa di grano), oltre ad un certo numero di mulini che macinavano il grano ed anche a numerosi forni per la preparazione e cottura del pane che veniva distribuito agli ospiti ma anche alla gente del vicinato. Durante il periodo degli Ayyubidi questi forni producevano circa 15.000 pagnotte al giorno che venivano distribuite gratuitamente. 

Nell’era Fatimide vennero assegnati molti edifici, fattorie, forni e mulini per il Takiyeh. Registrazioni di questi documenti sono stati tenuti in una scatola che venne nascosta nella tomba di Giuseppe, la pace sia su di lui, all’interno della Moschea Ibrahimi.

Molti viaggiatori e turisti che fin dai tempi antichi hanno visitato Hebron hanno parlato delle virtù del Takiyeh. Lo hanno menzionato nelle loro memorie e ne hanno sottolineato il ruolo, l’impatto e lo status. Venne ricordato dal viaggiatore persiano Nasir Khusraw, che visitò Hebron prima delle Crociate, così come da Ibn al-Fadl al-‘Umari, che visitò Hebron nel 745 prima dell’Egira, ed anche da Ibn Battuta che visitò Hebron nel 725 prima dell’Egira. 

Un rifugio per i poveri e i bisognosi.

Nel corso degli anni, il Takiyeh è divenuto il rifugio dei poveri e dei bisognosi che si sono riuniti attorno alla Moschea Ibrahimi di Hebron per mangiare cibo prodotto con grano locale, che ha un sapore particolare che non si riesce a trovare da nessun’altra parte, neanche nelle case dei cuochi stessi, per un qualche misterioso motivo che fino ad oggi ancora non è chiaro.

Durante il mese di Ramadan vengono offerti cibi sostanziosi che comprendono pollo, carne, verdure, fagioli e riso. 

Hazim Mujahid, il direttore del Takiyeh, ha rivelato che il mese di Ramadan è pieno di pasti sostanziosi cosicché i poveri ed i bisognosi possano sentirsi felici ed assaporare il fatto di poter mangiare allo stesso modo di come mangiano i ricchi.

Ha detto in una intervista rilasciata a PIC, che “nel sacro mese di Ramadan, il Takiyeh cuoce dai 500 ai 600 chili di carne, e dagli 800 ai 1000 chili di pollo al giorno. Il costo della preparazione del cibo per un solo giorno, durante Ramadan, è di 50.000 shekel che equivalgono a 14.000 dollari. Parte di questi costi è coperto dalle risorse finanziarie del Takiyeh mentre l’altra parte è coperta dalle generose donazioni provenienti dagli abitanti più facoltosi di Hebron”. 

“La maggior parte delle famiglie povere che vivono nella Città Vecchia di Hebron e nei dintorni della Moschea Ibrahimi prendono il loro cibo dal Takiyeh” ha aggiunto Mujahid.

Haj Hifzi al-Natsheh che ha 66 anni ha servito presso il Takiyeh Ibrahimi per venti anni. Egli apprezza il proprio lavoro perché, afferma, porta un sorriso sui volti dei poveri e dei bisognosi.

Al-Natsheh ha dichiarato a PIC che “nel giorno della distribuzione della carne di agnello ci sentiamo felici e compiaciuti nel vedere i sorrisi sui volti dei bambini che non possono mangiare carne durante tutto il resto dell’anno, ad eccezione di Ramadan e che la ricevono soltanto dal Takiyeh”.

“Un chilo di carne costa 85 shekel (25 dollari) e queste famiglie povere non possono assolutamente permettersi di comprarla. Attendono quindi con ansia il giorno della distribuzione al Takiyeh così da poter mangiare qualcosa di sostanzioso. Questo è il motivo per cui il Takiyeh ha sempre avuto un buon impatto sociale sugli abitanti della Città Vecchia di Hebron”.

Traduzione di Aisha Tiziana Bravi

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