Rapporto: 561 violazioni di Israele contro i giornalisti in Palestina

Daysofpalestine.ps. Le forze di occupazione israeliane hanno commesso più di 561 violazioni contro i giornalisti palestinesi nella Palestina occupata durante il 2020, ha rivelato l’Ufficio Stampa Governativo a Gaza.

In un rapporto per il 2020, l’Ufficio Stampa Governativo di Gaza ha affermato che nel mese di febbraio si è assistito alla più alta percentuale di violazioni contro i giornalisti, la maggior parte delle quali rappresentate da un aumento del numero di attacchi, feriti e arresti contro i giornalisti mentre erano nei Territori palestinesi occupati.

Ha sottolineato l’uso della forza diretta ed eccessiva, per sopprimere giornalisti e i media arrestandoli per evitare reportage, facendo irruzione nelle loro case e istituzioni e confiscando le loro attrezzature per la stampa, il che ha fatto pagare prezzi elevati a giornalisti e fotografi per poter continuare a portare avanti il loro lavoro professionalmente trasmettendo la verità.

Il rapporto afferma anche che il dipartimento israeliano delle azioni penali, degli arresti e dei processi a giornalisti si è espanso, dopo l’adozione del disegno di legge israeliano su “Facebook” che obbliga i social network a monitorare e cancellare qualsiasi pubblicazione contro di loro.

Secondo il rapporto il numero di arresti e azioni penali è arrivato a 132, mentre i casi di prevenzione da reportage e dal lavoro sono arrivati ​​a 122, oltre a insulti, spinte, calci e bastoni.

Ha anche puntualizzato che l’occupazione israeliana ha utilizzato metodi di pressione in modo sistematico, per spaventare e mettere a tacere i giornalisti, che includono più di 91 casi di istigazione, accusa e cospirazione con le amministrazioni delle piattaforme di social media, che variavano tra chiusura e danneggiamento delle istituzioni dei media, di siti web, di account e pagine, nell’ambito della lotta ai contenuti palestinesi.

Il rapporto menziona che l’occupazione israeliana utilizza anche modalità per revocare le carte d’identità dei giornalisti, impedire i viaggi e confiscare proprietà o attrezzature con cui esercitano la loro professione, con l’obiettivo di interrompere e impedire di compiere la loro missione e documentare crimini  dell’occupazione contro il popolo palestinese.

L’Ufficio Stampa ha avvertito del pericolo della continua violazione del diritto dei giornalisti, da parte dell’occupazione israeliana, senza alcuna deterrenza internazionale o araba e senza responsabilità per i loro crimini contro le libertà dei media.

Il Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha chiesto la rapida formazione di un comitato di indagine per registrare e documentare le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario nei Territori palestinesi occupati.

Il rapporto ha anche rivolto un appello all’Organizzazione mondiale della sanità e alla Fondazione internazionale della Croce Rossa, affinché seguano le condizioni di salute dei prigionieri di guerra, alla luce della pandemia di coronavirus, per introdurre uno staff medico palestinese e nominare un comitato medico neutrale per supervisionare la somministrazione del vaccino contro il coronavirus ai detenuti.

Ha anche sottolineato la responsabilità e il perseguimento dei crimini dell’occupazione israeliana commessi contro i giornalisti palestinesi mentre svolgono i loro doveri e la loro professione, il perseguimento dell’occupazione, che viola le leggi, e la mancata attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza (2222), che garantisce protezione per i giornalisti e la costringe ad attuare la Convenzione di Ginevra del 1949 per proteggere i civili nei conflitti militari.

Il rapporto menziona che il giorno della Lealtà dei giornalisti palestinesi è arrivato in una situazione catastrofica quanto le condizioni dei giornalisti, a causa dell’aumento, in quantità e qualità, del fenomeno degli attacchi contro di loro durante i reportage e la pratica del loro lavoro professionale da parte dell’occupazione israeliana e i suoi coloni, che fanno uso di proiettili letali e bombe a gas velenosi, e li attaccano con cani feroci per impedire loro di documentare e pubblicare la verità sui loro crimini.

L’Ufficio stampa ha condannato lo sfruttamento dell’occupazione israeliana e imposto una nuova realtà detentiva dallo scoppio del coronavirus, lo scorso marzo, rappresentata dal proibire loro la priorità per la vaccinazione contro l’epidemia, impedendo di fornire mezzi preventivi e sterilizzatori e altre misure simili, e sanzioni praticate contro i prigionieri palestinesi e il loro diritto al trattamento, e la continuazione della politica di negligenza medica perseguita dall’occupazione negli ultimi anni.

Traduzione per InfoPal di Silvia Scandolari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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