Rapporto: a novembre, sscalation di attacchi aerei, demolizioni e sequestri

Ramallah-Ma’an. Un totale di 24 Palestinesi sono morti e altri 232 sono rimasti feriti nel mese di novembre a causa degli attacchi dell’esercito israeliano, secondo un rapporto rilasciato lunedì.

Il dipartimento per le Relazioni Internazionali dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) ha riferito che 21 Palestinesi sono morti nella Striscia di Gaza assediata e tre nella Cisgiordania occupata.

Il rapporto afferma che le forze israeliane hanno ucciso sette Palestinesi durante un’operazione militare a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, mentre altri otto sono stati uccisi durante attacchi aerei israeliani durati tre giorni lungo la Striscia.

Il resto dei Palestinesi è ceduto per le ferite riportate durante le proteste lungo il confine di Gaza con Israele: la maggior parte delle ferite sono state inflitte sia da munizioni che dall’inalazione di gas lacrimogeni.

Il rapporto conferma che in Cisgiordania tre Palestinesi sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco dalle forze israeliane in presunti attacchi con coltelli o con automobili.

Il rapporto afferma inoltre che l’esercito israeliano ha arrestato più di 260 palestinesi a novembre, per lo più minori.

Il rapporto ha menzionato che tra i detenuti c’erano il governatore palestinese di Gerusalemme, Adnan Ghaith e molti attivisti del movimento di Fatah a Gerusalemme, successivamente rilasciati dopo essere stati posti agli arresti domiciliari per diversi giorni, pagando la cauzione e subendo il divieto d’ingresso in Cisgiordania.

Le autorità israeliane hanno anche demolito dozzine di edifici palestinesi, tra cui 16 negozi e un edificio di quattro piani con 12 appartamenti nel campo profughi di Shufat a Gerusalemme Est, oltre a diversi altri edifici e strutture di proprietà palestinese nei quartieri di Gerusalemme Est e nell’Area C in Cisgiordania.

Inoltre, i coloni israeliani, hanno sradicato e abbattuto un certo numero di alberi in Cisgiordania, principalmente ulivi, fonte primaria di sostentamento per i Palestinesi, in seguito all’ordine imposto, nel novembre scorso, dell’esercito israeliano ai contadini di sradicare 260 alberi di ulivo nel villaggio di Bardala, nella parte settentrionale della valle del Giordano, e di sequestrare 500 palme a Gerico.

Traduzione per InfoPal di Laura Pennisi

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