Rapporto: Facebook è la piattaforma più utilizzata per il razzismo anti-palestinese in Israele

Israele – MEMO. Facebook è la piattaforma dei social media più utilizzata per creare razzismo e incitamento anti-palestinese, secondo quanto concluso in un rapporto condotto ad agosto dal Centro arabo per la libertà, lo sviluppo e la ricerca dei media (I’LAM).

I’LAM ha rilevato che Facebook rappresenta il 30% dei messaggi di razzismo e incitamento, seguito da Israel Hayom con il 18%, Maariv con il 14%, Yedioth Ahronoth con il 12%, ed infine Twitter, con il 10%.

Nel frattempo, il rapporto ha rivelato: “Gli obiettivi dei contenuti razzisti […] stanno cambiando con gli sviluppi politici e di sicurezza locali”, sottolineando che l’Autorità Palestinese (ANP) è il segmento palestinese più colpito ad agosto.

Dopo aver preso di mira l’Autorità Palestinese, i media israeliani hanno diffuso messaggi razzisti contro i palestinesi attraverso contenuti relativi ai piani israeliani di annessione e all’accordo di normalizzazione tra Emirati Arabi Uniti (EAU) ed Israele.

Durante l’ultima settimana di agosto, i media israeliani, secondo quanto rivelato da I’LAM, erano pieni di messaggi d’istigazione contro la Corte suprema israeliana, dopo la sua decisione di sgombrare una colonia costruita su terra palestinese privata e la decisione di impedire la demolizione di una struttura palestinese a Jenin.

Il rapporto indica che il tipo di incitamento varia tra la richiesta di imporre punizioni collettive, la demonizzazione dei palestinesi e la legittimazione dell’uso della forza contro di essi, aggiungendo che questo contenuto provocatorio ritrae Israele come una vittima.

La maggior parte degli articoli che includono incitamento all’odio e razzismo di solito contengono più di un tipo di provocazione.

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