Rassegna stampa ‘cultura e attualità’ del 13 maggio.

Rassegna 'cultura e attualità'.

A cura di Chiara Purgato. 

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In Palestina per aiutare i bambini

Più Associazioni di volontariato – Amici di Elsa, Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato (PR), Associazione Genitori «Alice e Flavio» di Aulla hanno varato il progetto dal titolo «Cuore della Lunigiana».
L'iniziativa, che mostra l'aspetto più luminoso dell'umanità, nasce da una lettera di richiesta d'aiuto a Don Roberto Turini, da parte di Suor Sophie delle Figlie della Carità, che operano nel centro d'accoglienza «La Crèche» della Santa Famiglia di Betlemme. Le suore gestiscono orfanotrofi per aiutare bambini abbandonati, malati e portatori di handicap, soprattutto questi ultimi, dato che la società palestinese non accetta la disabilità, di cui ritiene responsabile la donna. Per aver procreato un disabile, tale donna viene punita.
Dunque le suore si occupano di portare nella società palestinese una cultura diversa, esercitando un'umanità piena, in un luogo, tra l'altro, quasi inaccessibile, come Betlemme, che la costruzione del muro isola ulteriormente aggravando una realtà già tragica. Don Roberto, dopo i suoi viaggi in quella terra, ha chiesto l'aiuto delle Associazioni menzionate ed è nato il gruppo «Cuore di Lunigiana». 
Un primo viaggio è già stato compiuto per verificare la realtà e constatare l'urgenza di un'infermeria, di terapisti e di una sala operatoria per interventi tempestivi.
L'Associazione «Amici di Elsa» (Elsa è una bambina con problemi, ma viva e dolcissima, grazie anche alla sua portentosa madre) ha offerto la possibilità di praticare la Piscina terapia col metodo Acquananda del dottor Boris Guinzeburg, che partirà presto per Betlemme. L'Associazione Genitori «Alice e Flavio», con la portavoce Nilla Luciani si occuperà dell'aspetto diplomatico relazionale internazionale, prendendo contatti con Ambasciate di Gerusalemme e Tel Aviv e altri Enti, fra cui la Cei. Il Centro Cardinal Ferrari è pronto ad intervenire in loco per la formazione di terapisti. È scontato che un tale progetto umanitario necessita di fondi e Cuore della Lunigiana è aperto a ogni contributo. Cuore di Lunigiana, per la sua parte, ha già messo in cantiere una serie d'iniziative conviviali e musicali atte alla raccolta di fondi, per info e prenotazioni contattare Nilla 338-8214523.
Iniziative del genere costituiscono il completamento armonico delle pagine giornalistiche liguri delGiornale, dando spazio a iniziative come il Cuore della Lunigiana, si vogliono anche suggerire al mondo politico nazionale e internazionale, i temi e i problemi da affrontare e da impugnare. Alchimie politiche, politiche politicanti, violenze politiche, arbitri governativi, soprusi amministrativi e bla bla di ogni tipo (per altro, coadiuvati amorevolmente da altri mondi, come l'informazione e la cultura) devono cessare davanti a realtà come quella prospettata.
Dopo tutto, di cosa deve occuparsi la politica, se non della vita?

 

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13/05/2010 stampainvia

Israele, undicenne mutilato in Parlamento per dire basta alle mine

Sarebbero 260mila le mine lungo i confini del Paese: 73 deputati israeliani chiedono che siano rimosse

Daniel Yuval, un ragazzino israeliano di 11 anni, si è recato in parlamento a Gerusalemme per dire basta alle mine anti-uomo. All'inizio di febbraio, Daniel stava trascorrendo una giornata sulle alture del Golan coperte di neve, quando ha accidentalmente calpestato una mina. A causa dell'esplosione, gli è stata amputata la gamba destra al di sotto del ginocchio. “Quando mi sono svegliato dopo l'operazione in ospedale e ho visto che la mia gamba destra era stata amputata – sono state le parole di Daniel alla presenza di un comitato parlamentare –  ho detto a mia mamma che non volevo che nessun'altro venisse colpito da una mina e che volevo fare qualcosa”. Daniel, in un precedente incontro telefonico con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, aveva già chiesto una forte presa di posizione nei confronti di questa politica.

Al momento, 73 deputati della Knesset, su 120, hanno deciso di promuovere lo stanziamento di un fondo per la creazione di un'autorità nazionale che si occupi della rimozione delle mine “che non sono state poste per ragioni di sicurezza”. Per l'approvazione del fondo bisognerà aspettare tre mesi e il consenso del governo, che non ha ancora espresso il suo parere. Un primo ostacolo nei confronti di questa proposta potrebbe arrivare dalla notizia secondo cui, recentemente, Hamas nella striscia di Gaza e Hezbollah nel sud del Libano avrebbero fatto uso di mine.

Allo stato attuale delle cose, lungo i confini israeliani ci sarebbero 260mila mine, alcune posizionate dagli stessi israeliani durante le guerre dei decenni passati, altre messe invece dagli Stati arabi.
Tzipi Livni, leader dell'opposizione, ha così commentato le parole di Daniel: “Hai pagato un prezzo molto alto, ma stai spingendo questa società a fare la cosa giusta”.

 

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IL QUARTIERE ULTRA-ORTODOSSO DI GERUSALEMME

 

 

Me’a She’arim, eretto nel 1875, è il quartiere ultra-ortodosso di Gerusalemme. I suoi abitanti, confinatisi volontariamente nel quartiere, adottano uno stile di vita rigidamente conforme ai precetti della Torah (ad esempio, gli uomini sfoggiano lunghi riccioli all’altezza delle tempie, mentre alle donne vengono rasati i capelli e i loro capi coperti da parrucche). L’estremismo degli ultra-ortodossi di Me’a She’arim è tale che essi non riconoscono la legittimità del laico Stato d’Israele e si rifiutano di prestare il servizio militare. Il sabato, la circolazione dei veicoli viene bloccata in tutto il quartiere e per le strade è vietato fumare e fare fotografie. I turisti non sono ben accetti e per entrare nel quartiere senza scatenare le ire degli abitanti è necessario vestirsi come consigliato dagli immensi cartelloni affissi a tutte le entrate del quartiere.

 

 

 

 

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