Relatore ONU: “Israele priva palestinesi di accesso all’acqua potabile”

Betlemme-Ma’an. Lunedì, un investigatore per i diritti umani delle Nazioni Unite ha affermato che Israele sta privando milioni di palestinesi dell’accesso a una fornitura regolare di acqua potabile, mentre sta estraendo minerali dalle loro terre “in un chiaro atto di saccheggio”.

Michael Lynk, relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi, ha affermato che Israele “continua a pieno ritmo con l’espansione delle colonie” nella Cisgiordania occupata.

Lynk ha aggiunto: “Ci sono circa 20-25 mila nuovi coloni all’anno”.
Secondo Peace Now, durante il governo d’occupazione, sotto la leadership di Netanyahu, è aumentata l’attività per ripristinare il fenomeno diffuso degli avamposti coloniali sparsi in tutta la Cisgiordania.

Dall’inizio dell’occupazione in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, nel 1967, tra 500 e 600 mila israeliani si sono trasferiti nelle colonie israeliane nel Territorio palestinese occupato, in violazione del diritto internazionale.

Le circa 190 colonie riconosciute dal governo, sparse in tutto il territorio palestinese, sono tutte considerati illegali secondo il diritto internazionale.

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