Report settimanale del Pchr sulle violazioni israeliane nei TO

PCHR-Centro Palestinese per i Diritti Umani (no profit). 

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Report settimanale del Pchr sulle violazioni israeliane nei TO

Le forze israeliane continuano nei crimini sistematici nei Territori Palestinesi Occupati (TPO)

(10 – 16 settembre 2015)

  • Le forze israeliane hanno continuato a usare una forza eccessiva contro  proteste pacifiche in Cisgiordania.

– 6 civili palestinesi, tra cui 2 bambini, sono stati feriti durante le marce di protesta di Kufor Qaddoum e di Silwan.

  • Le forze israeliane hanno continuato ad aprire il fuoco nelle zone di confine lungo la Striscia di Gaza.

– Un ufficiale palestinese per il controllo dei campi che lavorava  nella zona di confine è stato ferito.

  • Le forze israeliane hanno condotto 47 attacchi contro le comunità palestinesi in Cisgiordania.

– 2 civili palestinesi sono stati feriti a Tulkarem e a Jenin durante gli attacchi  israeliani.

– 48 civili, tra cui 12 bambini e 3 donne, sono state arrestati.

– 26 di questi civili, tra cui 12 bambini e 3 donne, sono stati arrestati nella Gerusalemme est occupata.

– Le forze israeliane hanno arrestato 7 civili palestinesi che dalla Striscia di Gaza tentavano di passare furtivamente il confine  con Israele per trovare lavoro.

  • Israele ha continuato ad imporre una chiusura totale sui Territori Palestinesi Occupati ed a isolare la Striscia di Gaza dal resto del mondo.

– Sono stati istituiti molti check-point in Cisgiordania.

  • La marina militare israeliana ha aperto il fuoco contro i pescatori palestinesi nel mare della Striscia di Gaza.

 

 

  • Le forze israeliane hanno proseguito negli sforzi per creare una maggioranza demografica ebraica nella Gerusalemme Est occupata.

– La moschea di Al-Aqsa è stato assaltata diverse volte, e i suoi interni sono stati danneggiati.

– 11 civili palestinesi, tra cui 4 bambini, una donna, un funzionario della protezione civile e 2 giornalisti sono stati feriti.

 

  • Le forze israeliane hanno continuato a sostenere le attività di insediamento in Cisgiordania e i coloni israeliani hanno continuato ad attaccare  civili e proprietà palestinesi.

– Le forze israeliane hanno emesso nuovi avvisi di demolizione per le case.

– I coloni hanno tentato di rapire un bambino nel villaggio di Hawwara, a sud di Nablus.

 

 

 

Riassunto

Le violazioni israeliane al diritto internazionale e al diritto umanitario internazionale nei Territori palestinesi occupati sono continuate nel periodo di riferimento (10 – 16 settembre 2015).

 

Colpiti:

Le forze israeliane hanno continuato a usare la forza contro i civili palestinesi che partecipano a proteste pacifiche in Cisgiordania. Nella Striscia di Gaza, le forze israeliane hanno continuato ad aprire il fuoco nelle zone di frontiera lungo il confine della Striscia di Gaza e ad  attaccare e inseguire i pescatori palestinesi in mare. Nel periodo di riferimento, le forze israeliane hanno ferito 20 civili palestinesi, tra cui 6 bambini e 3 donne, 2 di loro sono giornaliste, in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Inoltre, 9 giornalisti hanno riportato contusioni perchè sono stati attaccati direttamente dalle forze israeliane.

In Cisgiordania, 19 civili palestinesi, tra cui 6 bambini, 3 donne e un funzionario della protezione civile, sono stati feriti ; 11 di loro sono stati feriti nella Gerusalemme occupata, uno a Jenin, un altro a Tulkarem e gli altri mentre partecipavano a proteste pacifiche contro la attività di insediamento e contro il muro di annessione.

Il 13 settembre 2015, 5 civili palestinesi, tra cui un bambino, un funzionario della protezione civile e 2 giornalisti, sono stati feriti quando le forze israeliane hanno fatto irruzione nella moschea di al-Aqsa nella città vecchia di Gerusalemme occupata. Inoltre, 9 giornalisti hanno riportato contusioni perchè direttamente attaccati dalle forze israeliane che avevano preso d’assalto la moschea.

Lo stesso giorno, un civile di 24 anni, è stato colpito da un proiettile alla coscia sinistra durante un attacco israeliano contro la città di Jenin e il suo campo profughi.

Traduzione di Edy Meroli

© Agenzia stampa Infopal
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