Resistenza non-violenta: decine di feriti, anche gli ambasciatori di Portogallo e Sudafrica

Cisgiordania – InfoPal. Alla marcia settimanale tenutasi ieri a Kfar Qaddoum (vicino a Qalqiliya) contro le colonie illegali di Israele, hanno preso parte anche i due ambasciatori di Portogallo e Sudafrica. Entrambi sono rimasti intossicati dai gas lacrimogeni lanciati dai soldati israeliani.

A Kfar Qaddoum erano presenti altri rappresentanti politici europei che, insieme ai residenti palestinesi e a numerosi attivisti della solidarietà giunti dall’estero, hanno sfilato in direzione del cancello che da anni segrega il villaggio palestinese.

Centinaia di bombe assordanti, gas lacrimogeni e liquido chimico hanno raggiunto i manifestanti, molti dei quali sono rimasti feriti.

Murad Ishtawi, coordinatore per l’informazione della campagna di manifestazioni non violente, ha informato che la repressione degli israeliani si è intensificata nell’ultimo periodo, in quanto a presenza fisica e a metodi aggressivi.

Nabi Saleh (Ramallah). Due manifestanti palestinesi sono stati feriti dai proiettili dei soldati israeliani.

Al-Ma’sara (Betlemme). Tre donne palestinesi sono state ferite nella repressione israeliana della manifestazione non-violenta organizzata a Betlemme.

Mohammed al-Barijah, coordinatore del comitato popolare locale, è stato testimone diretto della repressione messa in atto dai soldati israeliani.
I palestinesi stavano marciando in segno di solidarietà con Hana’ ash-Shalabi, detenuta in sciopero della fame e in gravi condizioni di salute.

La marcia di Betlemme ha anche voluto ricordare la Festa della Mamma, celebrata lo scorso 21 marzo in varie parti del mondo, tra cui anche in Palestina. Con essa, i manifestanti hanno voluto ricordare l’arduo ruolo delle madri palestinesi.

Bil’in (Ramallah). Decine sono stati i feriti durante la manifestazione non-violenta contro Muro d’Apartheid e colonie israeliane.

Giunti presso alcuni lotti di terra palestinesi liberati dalla colonizzazione israeliana, noti come Abu Limun, i soldati d’occupazione si sono scagliati contro i presenti, causando i ferimenti.

Da Bil’in rendono noto che anche con la marcia dell’ultimo venerdì si è inteso esprimere solidarietà a Hana’ ash-Shalabi; non sono mancati slogan di condanna al governo d’occupazione, sul quale i palestinesi addossano la piena responsabilità per la salute della detenuta.

I manifestanti hanno quindi invocato la liberazione di tutti i connazionali detenuti arbitrariamente da Israele e lo stop agli abusi e alle detenzioni amministrative (senz’accusa e prorogabile a oltranza, ndr), ricordando quanto dispone la IV Convenzione di Ginevra in materia di Trattamento dei prigionieri di guerra (1929, abrogata nel 1949).

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