Safarin: la storia della lotta per la sopravvivenza

Nablus-PIC. Su un’alta collina situata tra Nablus e Tulkarem si mostra alla vista il villaggio di Safarin, raccontando la storia della lotta per la sopravvivenza.

Talal Shaqur, presidente del Consiglio di Safarin, riporta che nel villaggio non sono rimaste più di mille persone, aggiungendo che il numero potrebbe ulteriormente diminuire nei prossimi anni a causa della difficile situazione socio-economica dovuta alle restrizioni e chiusure israeliane.

Safarin, che è situato a 20 km da Tulkarem, si estende su un’area di mille dunam.

Più di 22 mila residenti del villaggio sono fuggiti verso la provincia di Tulkarem mentre quasi 8 mila si sono rifugiati in Giordania, stando ai dati del Consiglio del villaggio.

Il precedente presidente del Consiglio di Safarin, Eid Mahmoud, in un’affermazione rilasciata ai microfoni di PIC, ha attribuito l’esodo di massa alle estenuanti condizioni di vita sopportate dai residenti.

Secondo Shaqur, il villaggio ha dovuto affrontare l’inasprimento delle forze dell’occupazione israeliana e dei coloni, a causa della vicinanza del villaggio alla strada principale di un insediamento e anche al borgo storico di Samara, i cui resti archeologici sono stati definitivamente presi di mira dai “ladri di reperti” israeliani.

Traduzione per InfoPal di M.D.F.

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