Sciopero dei detenuti ha avuto successo in 8 giorni

Imemc. La Società per i prigionieri palestinesi (PPS) ha riferito lunedì che 400 detenuti, in sciopero della fame (soprannominato Dignity Strike 2) da otto giorni, hanno negoziato con l’amministrazione della prigione israeliana di Ramon e hanno ottenuto quanto richiesto.

I detenuti avevano iniziato lo sciopero della fame otto giorni fa ricevendo per tale ragione una serie di misure punitive da parte dell’autorità carceraria israeliana.

I detenuti si trovano nel campo di detenzione Negev, nella prigione di Ramon, Eshil, Ofar, Galboa e Majeddo.

Il PPS ha riferito che l’Egitto è stato coinvolto nei colloqui per prevenire un’ulteriore escalation; Israele aveva avviato il trasferimento e la dislocazione dei detenuti tra le sue prigioni e campi di detenzione nel tentativo di porre fine al loro sciopero senza, inizialmente, ascoltare le loro richieste.

Le principali richieste dei prigionieri: 1) comunicare con le famiglie, fornendo le carceri di servizi telefonici, disponibili in quelle dove sono detenuti criminali e assassini israeliani; 2) rimozione dei disturbatori di frequenze all’interno delle prigioni, in quanto costituiscono un pericolo per la salute; 3) permessi per tutti i prigionieri, compresi quelli di Hamas a Gaza, di ricevere visite dalle loro famiglie e di permettere a tutte quelle della Cisgiordania di vedere i loro cari due volte al mese; 4)  revoca di tutte le nuove e vecchie misure punitive.

I detenuti si lamentano del fatto che i disturbatori di segnale li stanno facendo ammalare, dal momento che alcuni hanno iniziato ad affrontare  problemi di salute dopo la loro installazione.

Traduzione per InfoPal di Laura Pennisi

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