Scontri a Gerusalemme dopo la morte della madre del bimbo arso vivo

 

344780CGerusalemme – Ma’an. Lunedì notte sono scoppiati degli scontri nella Gerusalemme est occupata, in seguito alla morte di Riham Dawabsha, la madre del bimbo di 18 mesi che era stato bruciato vivo in un attacco incendiario provocato da coloni israeliani a luglio.

I quartieri di Gerusalemme est di Wadi al-Joz, Silwan e al–Tour hanno testimoniato agli scontri, a un anno dalla morte di Muhammad Sunuqrut, un adolescente che era stato ucciso dalla polizia israeliana a Wadi al-Joz.

I testimoni hanno raccontato a Ma’an che lunedì, circa a mezzogiorno, le forze israeliane si sono dispiegate a Wadi al-Joz e durante la notte hanno fatto irruzione nella casa della famiglia di Sunuqrut.

È stato riferito che le forze israeliane hanno sparato granate stordenti e i locali hanno risposto lanciando pietre e fuochi artificiali.

Nel frattempo, nel quartiere di Silwan, gli scontri sono scoppiati nell’area di Beir Ayoub. Un gruppo di monitoraggio locale, il centro d’informazione Wadi Hilweh, ha riferito che le forze israeliane hanno sparato granate stordenti in modo indiscriminato, ferendo due palestinesi.

Il centro d’informazione ha aggiunto che le forze israeliane hanno assaltato violentemente tre bambini palestinesi sulla via di casa, a Silwan. I tre bambini sono stati identificati come Ahmad Shwiki, di 15 anni, e i due 14enni Muhammad Kaqour e Muhammad Awwad.

Gli scontri sono anche scoppiati nel quartiere di Gerusalemme est di al–Tour. È stato riferito che dei giovani palestinesi hanno lanciato fuochi d’artificio contro l’avamposto illegale di Beit Orot.

Non è stato possibile raggiungere un portavoce della polizia per un commento.

Nella tarda domenica Riham Dawabsha è morta per le ferite riportate, oltre cinque settimane dopo aver subito ustioni di terzo grado sul 90% del corpo durante un attacco di coloni contro la sua casa, nella Cisgiordania settentrionale.

Suo figlio di 18 mesi, Alì, è stato ucciso durante l’attacco, mentre suo marito, Saad, è morto per le ferite riportate oltre una settimana dopo. Le sopravvive solo il figlio di quattro anni, Ahmad, che rimane all’ospedale.

Hamas ha guidato le fazioni palestinesi in un appello all’azione sull’onda della sua morte, invitando le ali militari a “rispondere con forza all’atteggiamento sconsiderato di Israele nei confronti dei palestinesi”.

Anche il segretario generale dell’Olp Saeb Erekat ha fatto appello affinché Israele venga “fermato e ritenuto responsabile”, avvertendo che se così non fosse, “Riham non sarà l’ultima vittima del terrore israeliano”.

I palestinesi nella Gerusalemme est occupata stavano anche ricordando la morte di Muhammad Sunuqrat, avvenuta l’anno scorso. L’adolescente palestinese era morto il 7 settembre 2014, una settimana dopo che la polizia israeliana gli aveva sparato a Wadi al-Joz.

Suo padre ha raccontato a Ma’an che il figlio stava andando in moschea quando è stato colpito, affermando che è stato un attacco non provocato.

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