Scoprire il monastero di San Saba, in Palestina

MEMO. Di Jehan Alfarra. Il Monastero di Mar Saba, situato a metà strada tra Gerusalemme e il Mar Morto, è il più antico monastero della Terra Santa e uno dei più antichi monasteri abitati ininterrottamente nel mondo.
Nonostante l’ombra oscura dell’occupazione israeliana della Palestina in corso, il luogo di nascita di Gesù continua ad attirare milioni di turisti che ogni Natale si riversano nella città santa di Betlemme.
Ma il significato storico della città palestinese va oltre la sua rinomata Chiesa della Natività, costruita sopra la grotta dove si crede sia nato Gesù, e i palestinesi ritengono che la visita a Betlemme non dovrebbe essere limitata alle festività natalizie.
In effetti, i motivi per visitare questa magnifica città, capitale araba della cultura per il 2020 nell’ambito del Programma delle capitali culturali dell’UNESCO, sono troppo numerosi per essere contati.
Negli ultimi anni ha fatto notizia l’hotel murato di Banksy, commercializzato come “l’hotel con la peggiore vista al mondo” e presentato per celebrare i 100 anni dalla Dichiarazione Balfour. Il famoso artista di graffiti britannico sperava di aiutare ad attrarre il turismo nella città occupata e ad istruire le persone sulla realtà del conflitto israelo-palestinese e sul suo impatto sulla vita quotidiana della popolazione palestinese del posto.
Certamente, qualsiasi tour della città occupata è di natura politica. Betlemme è circondata su tre lati dal muro di separazione israeliano alto 7 metri e mezzo. Sia i visitatori che i residenti non sarebbero in grado di entrare e uscire senza passare per almeno un posto di blocco militare israeliano. Insediamenti israeliani illegali sparsi nella Cisgiordania occupata dominano il paesaggio.
Il numero di cristiani in Terra Santa è diminuito con la fuga di molti dalla brutalità della vita sotto l’occupazione israeliana. Nel censimento della Palestina del 1922 c’erano circa 73.000 cristiani palestinesi nei territori occupati, la maggioranza greco-ortodossa.
Tuttavia, tra la lotta e la straziante occupazione militare emerge il desiderio palestinese di connettersi con il mondo e mostrare i tesori vecchi e nuovi della città santa.
L’Old Bethlehem Museum, situato all’interno di una casa palestinese del XIX secolo, offre una panoramica della vita, della cultura e dei ricami tradizionali palestinesi, mentre il Palestinian Heritage Centre offre abiti tradizionali fatti a mano, gioielli e souvenir.
La ricchezza della città di siti cristiani comprende tra gli altri la Chiesa di Santa Caterina e la Cappella della Grotta del Latte. I palestinesi hanno anche cercato di ricostruire la strada che si crede sia stata intrapresa da Maria e Giuseppe mentre si recavano alla Chiesa della Natività.
Ma un sito in particolare, che risale al V secolo, traccia la tradizione monastica greco-ortodossa in Terra Santa ed è la finestra perfetta sulla vita monastica nel deserto, che offre ai suoi abitanti devoti una via di fuga dalle distrazioni mondane, oltre ad essere un capolavoro architettonico strabiliante.
Il Monastero di Mar Saba, situato a metà strada tra Gerusalemme e il Mar Morto, è il più antico monastero della Terra Santa e uno dei più antichi monasteri abitati ininterrottamente nel mondo.
Il meraviglioso monumento archeologico, che si affaccia su un dirupo che domina la valle del Cedron a circa 15 chilometri dalla città di Betlemme, fu fondato da San Saba di Cappadocia (Mar Saba in siriaco) nel 483 d.C. ed è ancora oggi un monastero attivo.
San Saba entrò in un monastero di Gerusalemme nel 457 d.C. ma lo lasciò per cercare la solitudine nella valle, dove in seguito costruì una chiesa sulle pendici della gola di fronte alla grotta in cui viveva e radunò i monaci che rimasero nella sua ‘Lavra’ —un termine della cristianità ortodossa che si riferisce a un gruppo di grotte dove risiedono gli eremiti. La Chiesa greco-ortodossa in seguito costruì il monastero in dedica a San Saba, le cui reliquie furono prelevate dai crociati nel XII secolo, trasferite a Venezia e restituite nel 1965 da Papa Paolo VI.
Il complesso dalla cupola grigia fu in gran parte ricostruito dopo un forte terremoto nel 1834. In linea con la sua antica tradizione, solo gli uomini possono entrare nel monastero, anche se le donne possono vedere il complesso dalla Torre delle donne che si ritiene sia stata costruita dalla madre del santo, alla quale fu pure vietato l’ingresso.
Il monastero di Mar Saba non è considerato  un patrimonio dell’umanità, ma la ricchezza della storia, i panorami mozzafiato e la serenità dei suoi dintorni ne renderebbero senza dubbio la visita memorabile.
Traduzione per InfoPal di Stefano Di Felice

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