Sharon e mia suocera di Suad Amiry. Diari di guerra da Ramallah, Palestina

Di Nadia El Mansouri.

Sharon e mia suocera di Suad Amiry.  Diari di guerra da Ramallah, Palestina 

Suad Amiry è una scrittrice palestinese, nata a Damasco da madre siriana e padre palestinese originario di Jaffa. Ha vissuto tra Amman, Beirut e il Cairo, si è laureata alla Michigan University e si è specializzata ad Edimburgo.

Dal 1981 al 1993 è vissuta a Ramallah, in Palestina nella Cisgiordania, dove ha insegnato presso l’università di Bir Zeit ed è stata direttore del Riwaq Centre for Architectural Conservation.

Ha rivelato le sue doti di scrittrice raccogliendo in un volume i diari che tiene durante l’assedio israeliano al quartier generale di Arafat a Ramallah nel 2001 e 2002.

Suad è diventata famosa con l’opera di “Sharon e mia suocera” pubblicato nel  2003, opera tradotta in 11 lingue e con la quale ha vinto il premio Viareggio nel 2004.

“Sharon e mia suocera” è un diario di guerra, in cui la scrittrice racconta alcuni episodi vissuti durante l’occupazione israeliana, soprattutto durante i lunghi giorni di coprifuoco, in cui è costretta a rimanere rinchiusa in casa. Suad vive con il marito nel quartiere di AlIrsal, durante l’occupazione israeliana non poteva neanche andare al  lavoro, perciò passava le sue giornate in casa.

Uno degli episodi più interessanti é quando Suad, durante una delle sospensioni del coprifuoco è andata a prendere sua suocera, che abitava da sola nel quartiere di Arafat, vicino alla Muqata’a.

Il quartiere di Arafat era il principale obiettivo dell’occupazione, era pieno di forze dell’esercito israeliano, che saccheggiavano e violavano le residenze e la libertà degli abitanti.

La suocera di Suad, Umm Salim, si lamentava molto spesso a Suad, perché non andava a trovarla.

Così un giorno, durante una delle sospensioni del coprifuoco, Suad è andata a trovare sua suocera, ma è riuscita a vederla solo da lontano, a causa della presenza dell’esercito e del tempo ristretto. Durante un’altra sospensione del coprifuoco, è però riuscita a portare via la suocera.

Per Suad e la suocera non è stato facile uscire dal quartiere di Arafat  sane e salve, in quanto le due donne hanno avuto diverse difficoltà, ma alla fine sono riuscite a scappare.

Suad non sopportava la suocera, perché era una donna con delle abitudini regolari che si opponevano alle sue abitudini e atteggiamenti.

Durante le sospensioni del coprifuoco, i palestinesi andavano a fare commissioni, a visitare gli amici e i parenti.

Un altro episodio significante è quando Suad ha chiamato il presidente Bush: inizialmente era felicissima di contattarlo perché voleva comunicargli la situazione di Ramallah, ossia che era sotto coprifuoco da parecchio tempo.

La discussione tra il presidente e Suad non era molto comprensibile, a causa del malfunzionamento delle linee telefoniche.

Suad voleva avere un appoggio dal presidente, che non ha fatto altro che rassicurarla dicendole che lei e gli altri cittadini palestinesi dovevano essere assolutamente trasparenti e mantenere la calma e che nel 2005 ci sarebbe stato uno stato palestinese indipendente.

 

 

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