Silwad, una storia di lotta e resistenza

SilwadRamallah-PIC. La storia di Silwad, detta anche “la città della lotta e della resistenza”, le cui montagne hanno accolto nel tempo uomini rivoluzionari e dell’intifada, è considerata antica come la rivolta del 1936.

Giovedì 7 aprile 2017 il 21enne Malik Ahmed Hamed, proveniente da Silwad, ha urtato la sua macchina contro un gruppo di soldati israeliani, uccidendone uno e ferendone un altro.

Silwad passò da piccolo villaggio a una cittadina ed infine a una città. Per centinaia di anni, Silwad è stato un fulcro educativo e commerciale per i villaggi e le aree vicine e oggi è diventato il centro medico-sanitario dell’intera regione.

Situato a nord della parte occupata di Gerusalemme, molto tempo fa era considerato un villaggio appartenente alla giurisdizione di Gerusalemme, ma successivamente divenne parte della provincia di Ramallah.

Il paese conta una popolazione di circa 15.000 persone, in uno spazio di circa 1.850 dunum di terra (1,85 km2).

Uno sguardo verso la storia di Silwad

Silwad è parte integrante della ricca e profonda storia palestinese la quale racconta che i suoi abitanti aiutarono l’esercito di Salahuddin al-Ayubbi durante le sue battaglie e la sua presenza in Palestina.

Nel 1968, a Silwad nacque il primo gruppo di resistenza armata, composto da 12 persone. I suoi membri riuscirono, per diverse volte, anche se con fatica, ad attaccare gli occupanti israeliani. Per tutta risposta questi ultimi reagirono distruggendo otto case appartenenti alle famiglie dei combattenti.

Illustri figure da Silwad

Khaled Mishaal, capo dell’ufficio politico di Hamas, e il prigioniero Ibrahim Hamed, alto comandante delle brigate di Al-Qassam di Hamas in Cisgiordania, provengono da Silwad.

Molte famiglie di questo paese hanno alle loro spalle storie di sacrifici e lotte contro l’occupazione come gli Hamed e Hammad.

Nel 2002, un giovane uomo della famiglia di Hammad chiamato Tha’ir Kayid nelle vesti di cecchino condusse un attacco nell’area di Wadi al-Haramiya a Silwad, contro soldati israeliani e coloni, uccidendone 11 e ferendone altri attraverso l’utilizzo di un vecchio fucile con soli 24 proiettili.

Traduzione di Michela Zani

  

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