I soldati israeliani chiedono “vendetta” contro i palestinesi

MEMO. La polizia militare israeliana ha scoperto un’unità di reclutamento per soldati dedicata a atti di vendetta contro i palestinesi, in seguito alla morte di un colono, la settimana scorsa, secondo quanto ha riportato giovedì il Jerusalem Post.

Martedì la polizia ha trovato volantini con il logo dell’esercito israeliano in una base militare, con l’intestazione “Segreto e classificato” e il titolo che recita “Avviso sulla creazione di un’unità speciale per le azioni di recupero”.

“In risposta al terribile omicidio che è avvenuto a Havat Gilad, e per vendicarsi dello spargimento di sangue del martire Rabbi Raziel Shevach – possa Dio vendicare il suo sangue – verrà ripresa una unità di azioni di recupero per ripristinare l’onore nazionale”, recita il volantino, sostenendo i suoi volontari affinché possano attaccare i palestinesi.

“Combatteremo con forza e potenza, colpiremo duramente, colpiremo duramente e vinceremo”.

È stato fornito un numero di contatto per ulteriori informazioni, ma il volantino consigliava ai volontari di non entrare in contatto attraverso i canali ufficiali dell’esercito.

Secondo quanto riferito, l’esercito israeliano ha avviato un’indagine e un soldato è stato arrestato perché sospettato di aver prodotto il volantino e di averlo distribuito in una base militare.

All’indomani della morte del leader dei coloni Rabbi Meir Goldmintz, diversi ministri israeliani hanno anche chiesto una punizione per l’attacco, ma sotto forma di costruzione coloniale.

“Dobbiamo chiarire che ogni omicidio sarà punito con la costruzione immediata di un insediamento. Regolare lo stato di Havat Gilad e costruire lì è il prezzo più doloroso che Israele possa esigere per dissuadere i terroristi dall’attuare il prossimo attacco”, ha detto il ministro dell’Istruzione Naftali Bennett.

Dopo la sparatoria, le forze di occupazione israeliane hanno compiuto incursioni in diversi villaggi palestinesi nella regione di Nablus e imposto restrizioni di movimento generale ai residenti, impedendo l’ingresso e l’uscita.

(Foto: I soldati israeliani controllano i veicoli in seguito all’uccisione di un colono nel quartiere degli insediamenti ebraici di Havat Gilad a Nablus, in Cisgiordania, il 10 gennaio 2018)

Traduzione di Daniela Caruso

 

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