Stati europei chiedono compensazioni a Israele per la distruzione di strutture palestinesi

PIC. Otto stati dell’Unione Europea hanno scritto una lettera ufficiale di protesta ad Israele, chiedendo oltre 30 mila euro in compensazione per la confisca di attrezzature e la demolizione di strutture finanziate dai loro Paesi e destinate alle comunità palestinesi nell’Area C, Cisgiordania occupata, sotto controllo israeliano.
Un diplomatico d’alto livello europeo ha dichiarato a Haaretz che la lettera, la prima del suo genere, sarà consegnata a funzionari del ministero degli Affari esteri nei prossimi giorni.
Secondo il diplomatico, il Belgio era a capo dell’azione. Gli altri Paesi coinvolti sono Francia, Spagna, Svezia, Lussemburgo, Italia, Irlanda e Danimarca. Tutti gli otto paesi sono membri del Consorzio per la Protezione della Cisgiordania, un organo attraverso il quale coordinano l’assistenza umanitari ai nativi palestinesi nell’Area C.
I Paesi citati stanno protestando contro la confisca di pannelli solari che avevano installato in comunità beduine e contro la demolizione di strutture mobili che erano state finanziate in diverse comunità (beduine) perché servissero come aule scolastiche, secondo Haaretz.
La lettera è stata divulgata per primo dal giornale francese Le Monde.
Gli otto stati hanno sottolineato, nella loro lettera, che se Israele non dovesse riconsegnare le attrezzature confiscate, richiederanno una compensazione.
La lettera è la seconda che questi Paesi inviano su tale questione. Un mese e mezzo fa, alcuni diplomatici appartenenti a questi otto stati si sono incontrati con il capo del ministero degli Affari esteri israeliano al tavolo europeo, Rodica Radian-Gordon, per protestare contro le violazioni israeliane contro le comunità sopracitate nell’Area C, ha affermato il quotidiano.
Israele rifiuta categoricamente la richiesta per il risarcimento, secondo quanto riportato da Haaretz, ed afferma che le attività europee nell’Area C non sono di assistenza umanitaria, ma di sviluppo illegale realizzato senza coordinamento e con l’obiettivo di aumentare la stretta palestinese sull’area.
Tuttavia, la posizione europea afferma che in base alla Convenzione di Ginevra, Israele è responsabile della popolazione palestinese che risiede nell’Area C, e poiché non lo sta facendo, gli stati europei stanno intervenendo con aiuti umanitari.
Traduzione di F.H.L.

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