Striscia di Gaza, tentativo, fallito, di assassinare il primo ministro palestinese. Le condanne

MEMO, Quds Press, Ma’an e PIC. Martedì, un’esplosione ha colpito il convoglio del primo ministro dell’Autorità Palestinese (ANP), Rami Hamadallah e del capo dell’Intelligence, Majid Faraj, dopo essere entrato nella Striscia di Gaza.

Il portavoce del ministero degli Interni palestinese a Gaza Iyad Al-Bozom ha confermato che l’esplosione ha colpito il convoglio di Hamadallah, poco dopo aver attraversato il valico di Beit Hanoun/Eretz, ma senza provocare vittime. Ci sarebbero stati, invece, 7 feriti, 3 dei quali nell’auto del capo dell’Intelligence.

Ha aggiunto che Hamdallah ha portato a termine l’inaugurazione prevista di un impianto di trattamento delle acque reflue nel nord della Striscia di Gaza.

Majid Faraj ha accusato Hamas dell’attentato, dicendo che “controlla questa terra e mantiene la sua sicurezza”.

Il presidente dell’ANP, Mahmoud Abbas, ha accusato Hamas di questo “attacco riprovevole” contro il primo ministro e ha detto che avrebbe tenuto un incontro urgente con il suo assistente per studiare come rispondere ad esso.

Su Twitter Hamas ha condannato “il crimine che ha colpito il primo ministro palestinese Rami Hamadallah”, considerandolo parte del “tentativo di destabilizzare la sicurezza a Gaza e di sventare gli sforzi per raggiungere l’unità nazionale”.

Allo stesso tempo, Hamas ha condannato le “accuse pronte” del presidente dell’ANP.

Dopo l’attacco Hamadallah ha dichiarato: “Ritornerò a Gaza, nonostante quello che è successo oggi e chiedo a Hamas di consentire al governo di controllare efficacemente la Striscia di Gaza. Quello che è successo oggi non ci impedirà di continuare gli sforzi di riconciliazione”.

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