Trading alla Borsa palestinese (PEX) calato del 70% comparato all’anno scorso

Ramallah – WAFA. Il commercio al mercato azionario palestinese, il Palestine Exchange (PEX), è diminuito nei primi otto mesi di quest’anno del 70% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, secondo quanto affermato martedì da Ahmed Oweida, CEO del PEX.

Oweida ha dichiarato alla radio Voice of Palestine che il valore medio di una sessione di negoziazione per il 2020 è sceso a circa un milione di dollari, una continuazione del calo degli anni precedenti.

Oweida ha descritto il 2020 come un “anno eccezionale sotto tutti gli standard, non solo nella Borsa Palestinese ma in tutti i mercati azionari del mondo a causa della pandemia e delle sue ripercussioni sull’economia, che si sono riflesse direttamente sulla liquidità e sul commercio delle azioni palestinesi”.

Ha spiegato che le comunicazioni semestrali delle società quotate hanno mostrato un calo dei loro profitti e della performance finanziaria, sottolineando che “la performance del Palestine Exchange era simile a quella di un gran numero di mercati azionari arabi perché tutti sono andati nella stessa direzione, e l’indice al-Quds (PEX) ha perso più del 15% del suo valore dall’inizio di quest’anno”.

Oweida ha attribuito il calo dei profitti delle aziende palestinesi a una significativa contrazione dell’economia, oltre alle ripercussioni della pandemia e all’incapacità palestinese di pagare i propri debiti finanziari, inclusi gli stipendi dei propri dipendenti, oltre alla crisi politica e le sue implicazioni.

Ha sottolineato che l’economia palestinese “sta attraversando una vera crisi di liquidità”, indicando che la ripresa del mercato azionario sarà legata alla fine della pandemia, trovando una soluzione alla crisi finanziaria che affligge la Palestina, ed una svolta generale politica ed economica.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

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