Tre minorenni arrestati dalle IOF a Betlemme. La disumana condizioni dei bambini incarcerati

PIC e Quds Press. Venerdì sera le forze di occupazione israeliane (IOF) hanno arrestato due minorenni palestinesi vicino alla città di Beit Jala, a ovest di Betlemme.

Fonti locali hanno riferito che le IOF hanno arrestato due ragazzini, Saif Nader Ibrahim e Wadih Qasim Shahin, vicino alla Cremisan Road a Beit Jala.

Le fonti hanno affermato che le IOF hanno portato i due ragazzini verso una destinazione sconosciuta in una delle jeep, dopo averli legati.

Erano 160 i bambini e i ragazzi imprigionati nelle carceri israeliane di Megiddo, Ofer e Damon e in altri centri di detenzione, alla fine di giugno 2020. Diversi bambini  gerosolimitani, alcuni anche al di sotto dei 14 anni, si trovano in centri di detenzione.

I bambini palestinesi prigionieri sono sottoposti a condizioni di detenzione crudeli e disumane che violano gli standard internazionali minimi: soffrono per la carenza e la scarsa qualità del cibo, per la mancanza di igiene, per la diffusione di insetti, per il sovraffollamento in stanze prive di adeguata ventilazione e illuminazione.

Soffrono anche di negligenza medica, mancanza di assistenza sanitaria, di vestiti, di mezzi di gioco e intrattenimento, di esclusione dal mondo esterno, privazione delle visite familiari, assenza di consulenti e psicologi.

Sono, inoltre, detenuti con minorenni che hanno commesso crimini e sono esposti ad abusi verbali, percosse, isolamento, punizioni collettive e focolai di malattie e privati ​​del diritto all’istruzione.

(Foto d’archivio).

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