Un 2009 di sangue per il popolo palestinese. La denuncia dell’OLP.

Ramallah – Infopal. Una relazione palestinese definisce il 2009 come “sanguinoso”, a causa dei crimini e delle aggressioni commessi dall'esercito d'occupazione israeliano contro i palestinesi e le loro proprietà, in particolare durante l'aggressione alla Striscia di Gaza di un anno fa.

La relazione, presentata dall'Organizzazione per la Liberazione della Palestina il 28 dicembre scorso, monitora le violazioni commesse contro il popolo palestinese durante il 2009 e la lenta giudaizzazione di Gerusalemme.

Ebraicizzazione di Gerusalemme.

Essa documenta inoltre i ripetuti attacchi da parte degli occupanti, in particolare dei coloni estremisti, che hanno portato alla demolizione di 90 case e allo sfollamento dei legittimi proprietari, 18 dei quali sono stati costretti a demolire la propria casa con le proprie mani. Tra l'altro gli occupanti hanno minacciato la demolizione di 11 mila case palestinesi nella città occupata di Gerusalemme, dove tali ordini vengono eseguiti in modo da evitare di sollevare l'opinione pubblica internazionale: gli ultimi aggiornamenti in materia riguardano la demolizione di nove case e della moschea del quartiere di Jabal al-Mukabber.

Ampliamento delle colonie. Nella relazione si riporta inoltre che autorità di occupazione intendono costruire 11 mila unità abitative coloniali intorno a Gerusalemme.

La relazione evidenzia il completamento della prima fase delle infrastrutture del progetto coloniale 'E1' ed i preparativi per la costruzione di 3.500 unità abitative per garantire la continuità tra Gerusalemme e l'insediamento ebraico di Maale Adumim. Le stesse autorità di occupazione hanno approvato anche la costruzione di 900 nuove unità abitative nell'insediamento di Gilo, a Gerusalemme.

Espropriazioni a danno dei palestinesi. L'OLP ha dichiarato che i lavori di costruzione della ferrovia per il passaggio della metropolitana all'interno dei quartieri di Gerusalemme proseguono: essa, lunga 20 km, porterà benefici solo a 100 mila coloni e significherà altre terre confiscate ai palestinesi. Il governo israeliano ha inoltre approvato il percorso della ferrovia che collega Tel Aviv a Gerusalemme, passando attraverso il territorio di Beit Surik, che comporta la confisca di 5 ettari da cinque cittadine palestinesi della zona.

Aggressioni alla moschea di al-Aqsa. Il rapporto indicato che il governo israeliano garantisce la sicurezza e facilita l'ingresso degli estremisti armati nei luoghi di culto sacri per musulmani e cristiani, in particolare nella moschea al-Aqsa, che viene profanata ripetutamente per praticarvi riti ebraici ed arrivare perciò alla divisione dell'edificio, come è avvenuto nella moschea di Abramo a Hebron (al-Khalil).

La relazione menziona anche il divieto delle autorità d'occupazione posto ai leader religiosi e ai politici palestinesi di entrare nella moschea al-Aqsa per periodi di varia lunghezza. Le autorità israeliane si intromettono poi nella gestione della moschea e pongono restrizioni ai lavori di ristrutturazione.

La relazione sottolinea anche che gli israeliani continuano gli scavi sotto la moschea al-Aqsa, aprendo nuove gallerie collegate tra loro: ciò costituisce una minaccia reale per il luogo di culto e l'area circostante, com'è accaduto al pavimento della scuola femminile appartenente all'agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, l'UNRWA.

La relazione riporta anche che gli occupanti hanno ostacolato le celebrazioni di “Gerusalemme capitale della cultura araba 2009”, con i cittadini impediti a partecipare a qualsiasi attività collegata a quest'iniziativa.

Cittadini deprivati dei propri diritti. La confisca di carte d'identità sono aumentate. Durante il 2009 gli israeliani ne hanno ritirate circa 4.570 ai cittadini di Gerusalemme, privati dal diritto di soggiorno in base alle leggi ingiuste e razziste. Altre decine di miglia di cittadini di Gerusalemme rischiano di fare la stessa fine.

Nell'ambito dei tentativi per trasformare Gerusalemme in una città ebraica e cancellarne la cultura e falsificarne la storia, le autorità di occupazione, tramite la Direzione delle Antichità israeliana, ha stanziato 600 milioni di shekel per creare un parco a ridosso del muro della moschea al-Aqsa. Sono stati così modificati le misure della porta del profeta David e circolano voci sul riammodernamento delle porte di Hebron (al-Khalil) e di al-Sahera, oltre a variazioni nelle vie che conducono alle porte della Città Vecchia di Gerusalemme.

Gruppi di estremisti ebrei hanno anche rubato una serie di pietre antiche dai palazzi islamici degli Omayyadi addossati alla parete sud-orientale della moschea al-Aqsa, trasferendole nel cortile del parlamento israeliano.

Durante l'anno, gli occupanti hanno confiscato 1.800 metri quadrati dallo storico cimitero islamico al-Rahma, situato nella zona della Porta degli Apostoli, a ridosso della moschea al-Aqsa, per creare un giardino per gli ebrei; inoltre le autorità di occupazione hanno distrutto circa 350 tombe musulmane storiche nel cimitero Ma'man Allah nella città occupata di Gerusalemme per il loro progetto del “Museo della Tolleranza”.

Continua l'assedio alla Striscia di Gaza.

Il rapporto riferisce che decine di migliaia di cittadini palestinesi della Striscia di Gaza vivono ancora in tende sulle rovine delle loro case: circa 5.000, a seguito della distruzione causata dalla macchina bellica israeliana. Gli occupanti israeliani, inoltre, hanno rafforzato l'assedio imposto su un milione e mezzo di palestinesi nella Striscia di Gaza, trasformata in una prigione, senza beni fondamentali quali cibo, medicine, materiali da costruzione, e così via.

Ai cittadini viene impedito di uscire dalla Striscia per studiare, curarsi e lavorare: il numero dei malati morti a causa dell'embargo è salito a 367, ma altre centinaia di malati sono nello stesso pericolo.

Terrorismo israeliano. Il rapporto aggiunge che le autorità occupanti continuano ad uccidere i palestinesi utilizzando ogni sopruso: l'85% delle vittime sono civili, di cui il 40% bambini e donne, vittime del terrorismo israeliano. Durante il 2009 le forze di occupazione hanno ucciso 1.061 palestinesi, tra cui 395 bambini, 112 donne, 3 giornalisti e 20 operatori sanitari, ferendo 4.810 cittadini, di cui 2.773 bambini. Il crimine più recente è stato l'assassinio a sangue freddo di 6 persone, tre a Nablus e tre a Gaza.

La relazione sottolinea che gennaio 2009 è stato il più sanguinoso, a causa dell'aggressione sferrata dalle forze d'occupazione israeliane contro la Striscia di Gaza, utilizzando armi sofisticate e letali come il fosforo bianco, vietato a livello internazionale, oltre ai bombardamenti indiscriminati contro centri residenziali, scuole e ospedali, dove sono cadute la maggior parte delle vittime.

Terre rubate…

Nella relazione si evidenzia che durante il 2009, gli israeliani hanno confiscato circa 15.657 ettari, di cui 13.900 nelle zone del Mar Morto, Nabi Musa, Ta'amreh, Ubaydiyah e Rashaida a favore dell'insediamento di Maale Adumim, ed altri 1.200 ettari, sempre a favore degli insediamenti di Maale Adumim e di Kedar, a est di Gerusalemme, dove 550 ettari sono stati espropriati in diverse aree.

Terre distrutte, alberi sradicati…

 

La relazione aggiunge che i coloni hanno sradicato e bruciato 1.400 alberi da frutto, e distrutto più di 200 ettari coltivati, in particolare nella provincia di Nablus.

Inoltre chiarisce che sono state costruite 800 unità abitative, e un nuovo insediamento denominato 'Snasina', a scapito delle terre palestinesi a sud di Hebron, comprendente 440 unità abitative (circa 2.500 abitanti). L'occupazione israeliana ha annunciato l'intenzione di costruire 104 unità abitative per i coloni, una sinagoga, una piscina e un bagno pubblico nel quartiere di Ras al-Amud, a Gerusalemme, sulla terra palestinese confiscata.

Prigionieri.

La relazione documenta le sofferenze dei 7.500 prigionieri palestinesi e arabi detenuti nelle carceri israeliane: visite negate, isolamento (in particolare per i prigionieri di Gaza e Gerusalemme), negligenza medica.

Tra questi detenuti, 337 bambini e 36 donne, altri 326 detenuti amministrativi, senza processo, e 1.500 prigionieri malati. Nel 2009 gli israeliani hanno arrestato 4.294 cittadini palestinesi a seguito di raid e ai posti di blocco militari (il 10% sono bambini).

Lavoratori perseguitati.

Inoltre, i lavoratori palestinesi, che cercano di guadagnarsi da mangiare, vengono perseguitati: l'occupazione ne ha arrestati circa 2.000, col pretesto della mancanza del permesso di lavoro. Decine di essi sono finiti nelle carceri israeliane ed altri sono stati multati.

Propaganda e giornalisti nel mirino.

Le autorità di occupazione hanno intensificato la repressione dei giornalisti palestinesi e delle loro agenzie, nell'ambito di un oscuramento informativo che mira a non far trapelare la realtà di quanto sta accadendo sul terreno, ovvero le gravi violazioni dei diritti dei palestinesi e le loro continue sofferenze per mano dell'occupazione e dei suoi coloni.

Durante il 2009 sono stati uccisi tre giornalisti ed altre decine di essi sono stati feriti, presi di mira direttamente, loro e le loro agenzie, durante, specialmente durante l'aggressione criminale contro la Striscia di Gaza.

Gli occupanti hanno anche chiuso diverse agenzie d'informazione, stampa e radio, come Radio Betlemme 2000; inoltre decine di giornalisti sono stati arrestati durante il loro lavoro, sia a Gerusalemme, sia durante la copertura di manifestazioni pacifiche contro il Muro.

Demolizioni e altri abusi.

Prosegue poi la politica di punizione collettiva: le autorità di occupazione israeliane hanno continuato a demolire le case, con falsi pretesti, principalmente quelli sulle “costruzioni senza licenza”. Il triste primato tocca a Gerusalemme, dove l'occupazione ha demolito circa novanta case.

Durante l'aggressione contro la Striscia di Gaza del 2008-2009, gli occupanti israeliani hanno demolito 4.000 case, danneggiandone altre 11.000, a seguito dei bombardamenti dal cielo, dalla terra e dal mare, in cui centinaia di persone sono decedute sotto le macerie. Le distruzioni hanno provocato anche lo sfollamento di circa 100 mila persone, che hanno cercato riparo nelle scuole e negli ospedali, ma nemmeno lì si sono salvati dalla ferocia dell'occupazione.

Durante l'aggressione contro Gaza, Israele ha demolito 29 istituti scolastici, 10 società sportive, 5 agenzie di stampa e circa 50 moschee, 3 chiese e 1.500 strutture commerciali.

 

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