Un comando di polizia e due siti presso Rafah colpiti dagli F16 israeliani

Gaza. La notte scorsa, gli aerei da guerra israeliani hanno bombardato un comando di polizia palestinese al centro della Striscia di Gaza; è stata colpita anche la zona di confine tra Rafah e l’Egitto. Non ci sono notizie di vittime.

Fonti palestinesi e testimoni oculari hanno riferito che un F16 ha bersagliato con almeno un missile la sede della polizia che si trova a est di al-Migraqa, lungo la via Salah ad-Din, al centro della Striscia di Gaza. Il comando è stato completamente distrutto e tra i cittadini inermi, in particolare tra donne e bambini, si è disseminato il terrore.

Stando alle fonti, prima di attaccare, gli aerei dell’occupazione israeliana hanno sorvolato massicciamente il cielo di Gaza.

Un portavoce israeliano ha fatto sapere, attraverso un comunicato inviato all’agenzia stampa Ma‘an, che gli attacchi sono avvenuti in risposta al lancio di missili Qassam e al fuoco dei mortai aperto contro Israele, a seguito dei quali due soldati israeliani hanno riportato leggere ferite. Nel comunicato si legge inoltre che gli obiettivi comprendevano un «avamposto di Hamas», un evidente riferimento alla stazione di polizia bombardata nel centro di Gaza, e sei tunnel per il contrabbando a Rafah e nei suoi dintorni.

I residenti palestinesi di Rafah e Khan Younes sono stati sollecitati, tramite registrazioni telefoniche, a evacuare il più velocemente possibile le case vicine alle gallerie lungo il confine con l’Egitto, in previsione del bombardamento.

Il portavoce israeliano ha quindi insistito sul fatto che «essendo la sola autorità presente nella Striscia di Gaza, Hamas ha la piena responsabilità di ogni atto terroristico proveniente dall’interno della sua area di controllo».

Domenica mattina, numerosi ufficiali israeliani hanno richiesto una dura e rapida risposta all’ultimo lancio di razzi contro le città del sud, mentre altri hanno spinto per proseguire i negoziati al Cairo verso un accordo per il cessate il fuoco.

Dopo aver affermato che l’esercito ha ricevuto istruzioni di prepararsi a rispondere al lancio dei missili, il Primo Ministro Ehud Olmert ha aggiunto che non sarebbe ritornato alle “regole del gioco” precedenti la guerra nella Strisca, riferendosi presumibilmente alla chiusura dei valichi di Gaza e al mantenimento dell’assedio nella zona. «Agiremo secondo le nuove regole, grazie alle quali non saremo trascinati in una perenne guerra calda che nega una vita normale ai residenti delle zone di confine meridionali», ha affermato Olmert in apertura di una riunione di gabinetto settimanale.

Tutti i ministri dell’attuale governo israeliano, a eccezione del Ministro Ghaleb Majadele, hanno votato per replicare al lancio di razzi. Il Ministro della Difesa Barak ha tuttavia invitato il governo a procedere con cautela e ad aspettare che il lancio di razzi cessi, mentre si continua a negoziare un cessate il fuoco, prima di «riattivare forze deterrenti come nella recente operazione nella Striscia di Gaza».

Il movimento israeliano Meretz ha sollecitato il governo ad astenersi dal rispondere «in modo violento» al recente lancio di razzi. Il Presidente del movimento, Haim Oron, ha esortato a non esasperare «quelle che sembrano essere prospettive accettabili per stabilire il cessate il fuoco», aggiungendo che l’Egitto ha mantenuto fede ai suoi sforzi di ripristinare un accordo tra Israele e le fazioni militanti di Gaza.

 

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