VII Conferenza internazionale sul Diritto al Ritorno: il report.

Milano – Infopal.

La VII edizione della Conferenza internazionale sul Diritto al Ritorno, svoltasi sabato 2 maggio al Palalido di Milano, ha visto la partecipazione di oltre 5 mila persone giunte da tutta l'Europa, dalla Palestina e da diversi paesi arabi e islamici.

Organizzata dall'Api (Associazione palestinesi in Italia), dal Palestinian Return Centre (al-Awda) di Londra e dalla Segreteria generale dei palestinesi europei, l'iniziativa, che hanno portato sullo stesso palco musulmani, cristiani, laici e diversi movimenti politici palestinesi, la Conferenza ha ribadito il diritto dei palestinesi della Diaspora a far ritorno in patria, nel pieno rispetto delle risoluzioni Onu.

I lavori sono stati aperti dal primo ministro del governo Hamas, Ismail Haniyah, collegato in videoconferenza con il Palalido: VII Conferenza internazionale sul Diritto al Ritorno: il discorso del premier Haniyah.

Hanno fatto seguito gli interventi di Adel Abdallah, Segretario generale della Conferenza dei palestinesi in Europa, di Majed El-Zeer, presidente del Prc -Al awda, di Mohammad Hannoun, presidente dell'Api e coordinatore della Conferenza, e degli ospiti: la baronessa Jennifer Tonge, parlamentare britannica e attiva sostenitrice dei diritti del popolo palestinese, abuna Giulio, sacerdote cristiano melchita, shaikh Raed Salah, presidente del Movimento islamico nei territori palestinesi occupati nel 1948, ricercatori e intellettuali palestinesi e politici europei.

Il ritorno dei rifugiati palestinesi in patria è “inevitabile”, hanno sottolineato sia Adel Abdallah sia Mohammed Hannoun.

Hannoun si è detto fiducioso che i rifugiati palestinesi siano ora “più vicini che mai” a realizzare il sogno di ritornare in patria, e ha invitato i gerosolimitani, aggrediti dalle politiche di ebraicizzazione e colonizzazione israeliane, a “essere pazienti” nella certezza che l'occupazione avrà presto termine.

Da parte sua, Shaikh Salah ha denunciato l'intensificarsi della campagna di ebraicizzazione di Gerusalemme, che si manifesta attraverso la costruzione di sinagoghe (oltre 100) e scavi sotto la moschea di al-Aqsa, demolizione di edifici ed espropriazione di case e immobili palestinesi.

E ha aggiunto che Israele intende costruire la più grande sinagoga del mondo sulla parte occidentale della moschea di al-Aqsa.

Salah ha sollecitato i partiti palestinesi impegnati negli incontri del Cairo a prendere in seria considerazione il pericolo in cui versa Gerusalemme e i luoghi santi.

Il sacerdote melchita, padre Giulio, ha salutato la folla rivolgendosi, in arabo, nel nome del “Nostro Dio Unico” che accomuna cristiani e musulmani, e ha sottolineato l'urgenza dell'unità all'interno della società palestinese per affrontare l'occupazione sionista. “E' necessario ricostruire la Casa palestinese”, ha spiegato, e ha ribadito l'importanza di far arrivare la voce dei palestinesi in Occidente. Una voce soffocata dalla “propaganda e dal complotto sionista”.

Erano presenti alla Conferenza numerose tv europee e arabe, mentre quelle italiane, come è consuetudine quando si parla di queste tematiche, e per non smentire le classifiche internazionali che collocano il nostro Paese sempre più al fondo nelle statistiche sulla libertà di informazione, hanno dato forfait

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