Violazioni israeliane nelle prigioni del Negev e di Eichel

Ramallah – InfoPal. Dalla prigione israeliana del Negev i detenuti palestinesi, fanno pervenire l’allarme per la totale assenza di precauzioni dal caldo afoso della stagione estiva.

La Società dei prigionieri fa sapere che sono pessime le condizioni igieniche nel carcere israeliano del Negev, dove i detenuti rischiano di entrare in contatto con insetti e serpenti velenosi.
Qui i detenuti non vengono risparmiati da punizioni e aggressioni fisiche.

Aperto nel marzo del 1988 per far fronte alle campagne di arresti di massa della prima Intifada, il carcere del Negev si trova entro un’area militare, nella regione del Negev, a sud della Palestina occupata da Israele nel 1948.
Israele lo chiuse nel 1996 per riaprirlo nell’aprile 2002, a due anni dall’Intifada di al-Aqsa.
Oggi sono detenuti in questa struttura 447 palestinesi, 120 sono prigionieri amministrativi.

I palestinesi detenuti nel carcere di Eichel, a Beersheva, annunciano lo sciopero della fame in solidarietà con i detenuti della sezione n.11, sottoposti a maltrattamenti e abusi da parte di agenti dell’unità speciale Nahshon. Questi detenuti sono stati picchiati perché si erano rifiutati di sottoporsi a ispezioni umilianti e immotivate.
Così è scattato il violento raid degli israeliani e il conseguente ferimento di 15 prigionieri. La sezione è stata poi chiusa.

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