Yatta continua la resistenza contro gli abusi israeliani

1149337694Hebron-PIC. Il villaggio di Yatta, situato a 12 chilometri dalla città di Hebron (al-Khalil), costituisce un importante luogo di transizione dalle montagne, a nord della regione, al territorio del Negev, a sud.

Yatta è la terza città della Cisgiordania, dopo Hebron e Nablus, in termini di superficie e di numero di abitanti. 

I reperti di Yatta

La città di Yatta vanta di numerosi reperti storici e religiosi: la moschea al-Omari, il luogo sacro di al-Khidir, (nella zona di Beit Amra), il luogo sacro di Sattih (nel cuore della città), i resti del castello di Kirmil, di una moschea e di una chiesa nella zona di Susya con un colorato pavimento ornato di magnifici mosaici e pareti ricche di incisioni, scritture e motivi. Quest’ultima zona si trova, purtroppo, sotto l’occupazione delle forze sioniste nella regione meridionale della colonia. 

La storia di Yatta

La storia della città di Yatta risale all’epoca del popolo dei Cananei che la denominarono “Yuta” (significato: terra estesa). Si narra che il profeta Zaccaria abbia vissuto proprio a Yatta, che il figlio Yashya vi sia nato e che la vergine Maria ci si recò per far visita proprio alla madre di Yashya.

Nasser Rabi, presidente della municipalità di Yatta, ha riferito a PIC che la città raggiunge il Mar Morto nella parte orientale, la colonia di Tel as-Saba’a nella parte meridionale, la città di Hebron, nella parte settentrionale, e i villaggi di as-Samou, al-Fawwar e Dora, nella parte occidentale.

La città ha vissuto una crescita demografica esponenziale, con un tasso di natalità del 5%: per tali ragioni le istituzioni governative, le infrastrutture e tutti i servizi si trovano davanti ad una vera sfida. Molte prestazioni sono assenti ed il governo deve assolutamente prenderne atto.

L’educazione in difficoltà

Yasser Abu Arram, funzionario dell’accademia di Yatta, afferma che la città possiede 79 scuole pubbliche, 2 private e una scuola specializzata per i sordomuti. L’accademia apre ogni anno da 5 a 7 scuole elementari per gestire la crescita della popolazione e l’estensione geografica della città. 

La vita economica

Molti abitanti della città di Yatta lavorano nei territori palestinesi occupati nel 1948, dietro la Linea Verde, mentre il 45% della popolazione vive grazie all’allevamento. La città è conosciuta anche per le possibilità di lavoro nel mondo nel settore della pietra (la pietra di Yatta).

I raduni dei beduini

Ad est di Yatta di trovano quattro raduni di beduini e molti altri in ulteriori regioni del sud e dell’ovest. Questi beduini, membri delle famiglie della città, resistono alle difficoltà della vita quotidiana e tentano di impedire l’occupazione della regione e sei suoi territori.

L’occupazione soffoca la città

Abu Arram mette in rilievo la presenza di molte colonie che circondano e soffocano la città. La strada numero 60 divide già la città in due parti (orientale e occidentale) e all’interno sono presenti ulteriori sbarramenti che lacerano la città. Non bisogna dimenticare, inoltre, gli sbarramenti esterni che separano la città dai paesi circostanti: tutto ciò comporta delle gravi perdite economiche ed ostacola lo sviluppo urbano.

Traduzione di Giulia Cazzola

 

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