100 civili palestinesi uccisi dal 6 luglio a oggi. 170 bambini feriti. 375 persone sotto shock.

Europa e Stati Uniti usano il termine "terrorismo" per le operazioni di resistenza palestinese e libanese contro l’illegittima occupazione e gli attacchi militari israeliani, ma questi ultimi vengono considerati, al più, "eccesso di difesa" o "uso eccessivo della forza". Non sono, cioè, "terrorismo". Ma come vogliamo definire azioni di alta tecnologia militare contro le popolazioni di Libano e Palestina? "Danni collaterali nella lotta al terrorismo islamico globale"?

Il ministro della Salute palestinese ha dichiarato che un centinaio di palestinesi sono stati uccisi dall’inizio dell’invasione israeliana a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza, il 6 luglio scorso.

Il report, pubblicato dal Dipartimento delle Ambulanze e del servizio di Emergenza, denuncia che centinaia di palestinesi, tra cui 170 bambini, sono stati feriti, e che 375 persone sono state trattate per sindromi da shock.

Tra i feriti di oggi c’è anche una donna incinta di sette mesi, Amal Jamal Abu Ourah, sotto minaccia di parto prematuro.

Il rapporto sottolinea che le forze israeliane stanno continuando a massacrare i palestinesi a Beit Hanoun, e che attaccano e distruggono tutto ciò che si muove.

Le forze di occupazione hanno aperto i cancelli che circondano il nord della Striscia e rimosso i blocchi di cemento all’entrata di Beit Hanoun. Questo ha permesso loro di far entrare jeep militari, bulldozer e altri veicoli e di terrorizzare la popolazione, e di continuare l’opera di distruzione di case e infrastrutture.

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