12 palestinesi assassinati dall'inizio dei negoziati diretti

Gaza – InfoPal. Dal 2 settembre 2010, giorno in cui hanno avuto inizio i negoziati diretti tra Israele e palestinesi, dodici cittadini palestinesi hanno perso la vita.

In maggioranza erano palestinesi della Striscia di Gaza assassinati nel corso di raid e bombardamenti israeliani e altri erano cittadini della Cisgiordania, compresa al-Quds (Gerusalemme).

Le ultime vittime dell'occupazione israeliana nella Striscia di Gaza sono state Khaled Al-Khatib e Saleb al-Hattab, morti il 5 settembre, durante il bombardamento aereo contro un tunnel al confine con l'Egitto.

Lo stesso giorno a Beit Hanoun (Gaza nord) hanno perso la vita, l'anziano Ibrahim Abu Asad, suo nipote Hussam ed un altro ventenne.

Il 14 settembre inizia il secondo ciclo di negoziati a Sharm ash-Shaykh, in Egitto e la polizia israeliana spara a un palestinese gerosolimitano in manette, Hazem az-Zab'aat.

Il giorno successivo muore Wajdi al-Qadi, di Rafah (Gaza sud), giovane operaio palestinese che stava lavorando all'interno di un tunnel durante il bombardamento.

Il 17 settembre, le forze d'occupazione israeliane compiono un assassinio politico contro Iyad Shalbabayah giovane leader delle brigate al-Qassam.

Il 22 settembre, negli scontri a Silwan (Gerusalemme) muore Samer Sarhan e altri cittadini palestinesi vengono feriti.

Venerdì 24 settembre, la Marina israeliana spara e uccide Mohammed Baker, pescatore del campo di ash-Shati (Gaza).

Lo stesso giorno, Mohammed Abu Sanimah, neonato di 14 mesi, muore ad 'Issawiyyah per le inalazioni dei gas lacrimogeni usati dai militari per reprimere le manifestazioni dei palestinesi.

Infine, sabato 25, in Egitto muore Mahmoud 'Amareen, membro delle Brigate al-Qassam, originario di Gaza, rimasto ferito il 14 settembre.

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