15 marzo per la fine delle divisioni e l’unità nazionale. Migliaia alle sfilate e ai presidi di Gaza

Gaza – Speciale InfoPal. Dalle prime ore del mattino, la Striscia di Gaza ha assistito a numerosi raduni e sfilate di ragazzi confluiti tutti in Piazza “Milite ignoto”, al centro di Gaza City. 

“La fine delle divisioni e dell'occupazione israeliana” è stata al centro delle iniziative di oggi, così come ampiamente proclamato anticipatamente grazie al supporto del social network “Facebook”.

Parallelamente, anche i giovani palestinesi in Cisgiordania sono scesi in piazza per unità nazionale.

 

Tra gli slogan cantati e scritti sugli striscioni, “il popolo vuole la fine delle divisioni (…) vogliamo una leadership che agisca a tutela dei propri interessi e non per il loro indebolimento“. 

Poi, rivolgendosi personalmente ai due leader palestinesi, i ragazzi hanno detto a Mahmoud 'Abbas e a Isma'il Haniyah: “Basta con le divisioni, si all'unità nazionale palestinese“. 

Sono i giovani di Facebook. Già ieri notte erano migliaia i palestinesi riunitisi nella piazza centrale. Susan Hammad è una delle promotrici delle attività in preparazione del 15 marzo. La ragazza ha raccontato al nostro corrispondente di essere uscita di casa ieri notte e di essersi sistemata in tenda, portandosi dietro delle coperte. 

Questa è la nostra piazza at-Tahrir (con riferimento alla centrale piazza cairota ricordata per la rivoluzione popolare egiziana, ndr), e vogliamo che da qui parta la riconciliazione tra Fatah e Hamas, per un solo popolo, quello palestinese dalla Cisgiordania alla Striscia di Gaza. La divisione che dura da quasi 4 anni deve finire“. 

La protezione della polizia sui manifestanti. Su disposizioni del premier Isma'il Haniyah, il ministero dell'Interno della Striscia di Gaza ha lavorato affinché gli eventi organizzati dai ragazzi palestinesi il 15 marzo, ai svolgessero in “modo pacifico e in tutta sicurezza”. Haniyah aveva infatti spiegato che “un successo avrebbe prodotto esiti positivi per l'unità nazionale”.

 

 

 

E di questo, intrattenendosi con alcuni manifestanti, il nostro corrispondente ha ricevuto conferma. In molti, infatti, hanno raccontato di aver ricevuto rassicurazioni di protezione da parte dei poliziotti. 

Come dirà il portavoce del ministero dell'Interno, anche quello agli Esteri, Ihab al-Ghasin, ha riferito che centinaia di agenti di polizia sono stati disposti sulle principali arterie stradali, per evitare disordini o infiltrazioni di agitatori e per garantire una protezione a manifestanti e al presidio in piazza. “Perché la polizia palestinese è parte integrante del popolo che oggi ha precise richieste da porre”. 

Le fazioni palestinesi sostengono le iniziative popolari per la riconciliazione nazionale. Già nei giorni scorsi, le fazioni avevano recapitato ai giovani di Gaza il proprio sostegno all'evento del 15 marzo e li avevano rassicurati sui “buoni frutti” degli incontri politici. 

Sulla fine delle divisioni e per l'unità nazionale, i rappresentanti delle varie fazioni avevano tenuto una riunione alla presenza di Diab al-Louh, membro del consiglio rivoluzionario di Fatah e ambasciatore palestinese in Cina, dei leader di Hamas, Khalil al-Hayyah, Fawzi Barhoum e Jamal Abu Hashim, Mohammed al-Hindi e 'Azzam Khaled al-Batsh. 

Presidio fino ad obiettivo raggiunto. I giovani palestinesi di Gaza hanno promesso che resteranno accampati fino a che non vedranno cambiamenti da parte delle leadership palestinesi. La fine della divisione e dell'occupazione, la creazione di un comando unificato che faccia gli interessi nazionali palestinesi è quanto si aspettano le migliaia di ragazzi di Gaza. 

Essi restano in allerta sui vari tentativi di manovrare l'evento: qualcuno aveva cercato di porre l'iniziativa sotto il proprio “patrocinio politico”, mentre qualcun'altro aveva provato a delegittimarlo. 

Lou Abu 'Amaren è uno dei manifestanti che affronta questo argomento con il corrispondente di InfoPal, ma si dice convinto che “di fronte alla forza dell'istanza popolare, nessuno riuscirà nell'indebolirne l'autorevolezza”. 

Oltre a coloro che restano in piazza “Milite ignoto” a Gaza City, a migliaia sono rientrati nelle proprie case, in attesa di vedere le prime reazioni politiche alle richieste del popolo palestinese: “L'unità nazionale e la fine delle divisioni interne che erodono la causa di liberazione dall'occupazione israeliana“. 

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