16.479 unità coloniali approvate e costruite nel 2010 in Cisgiordania e Gerusalemme Est

Ramallah – InfoPal. Nel 2010 sono state demolite 335 abitazioni palestinesi.

Centonovanta erano edifici residenziali, 63 erano ubicati ad al-Quds (Gerusalemme) mentre nel quartiere di Silwan sono state consegnate 1.334 notifiche di demolizione.

Gran parte delle case distrutte, infatti, si trovavano nel quartiere gerosolimitano di Silwan dove si documenta una politica governativa incentrata ad incoraggiare gli acquisti di immobili da parte di ebrei, espellendo i legittimi proprietari palestinesi.

Nello stesso periodo, si sono ampiamente riportati i vari piani di ebraicizzazione con i quali la municipalità di Gerusalemme intende mutare l’aspetto demografico della città a favore di una forte, se non esclusiva, presenza ebraica.

I lavori di scavo (tunnel) tra le fondamenta del piazzale di al-Buraq dove, stando ai piani di Israele, dovrebbero sorgere centri ebraici e stazioni di polizia, rappresentano una seria minaccia alla stabilità architettonica di importanti siti storico-religiosi oltre a minare la conservazione dell’identità del popolo palestinese.

Tra le attività di colonizzazione di Israele vanno incluse poi le azioni e i piani per la costruzione di circa 10 mila unità abitative nel quartiere di Wadi al-Jouz con la confisca di oltre 5 mila ettari di terra palestinese.

Il dato di maggior rilievo è costituito dal numero complessivo di unità abitative coloniali israeliane in Palestina, approvate e realizzate da Israele nel 2010: 16.479. La maggior parte di esse sono dislocate all’interno della Città Santa.

Elisa Gennaro

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