23° anniversario del movimento di resistenza islamica – Hamas

“Quando venne distribuito il primo comunicato stampa, il 14 dicembre 1987, era senza firma, e portava soltanto il nome di 'Movimento di resistenza islamica', abbreviato nelle lettere arabe 'h', 'm', 's'”. (Da “Hamas: a history from within”, di Azzam Tamimi).

Dalla partecipazione alla prima Intifada palestinese, alle elezioni del gennaio del 2006, il movimento islamico ha effettuato un percorso che è arrivato alla governance e a una visione politica pragmatica.

Bibliografia: “Hamas: a history from within”, di Azzam Tamimi; “Kill Khalid”, di Paul McGeough; “Inside Hamas”, di Zaki Chehab

Damasco – Pal-Info. Vittoria e liberazione, tutela di al-Quds (Gerusalemme) e della moschea di al-Aqsa sono emerse nei discorsi pronunciati in occasione del XXIII anniversario della fondazione ufficiale di Hamas, Movimento di resistenza islamica, oggi, 14 dicembre.

Diritto al ritorno. Hamas ha ribadito il proprio impegno per la realizzazione del diritto al ritorno dei profughi palestinesi e per la liberazione della Palestina dalla brutale occupazione sionista.

“Lo Stato palestinese e Gerusalemme capitale ne costituiranno l’obiettivo finale”.

“Nessuna contrattazione su Gerusalemme, la cui protezione è un dovere di ogni cristiano e musulmano palestinese. La determinazione dimostrata dai deputati palestinesi gerosolimitani a rischio di espulsione sono una nobile prova di resistenza alle politiche di espropriazione della sovranità nazionale palestinese dalla città”.

La strada da intraprendere: l’unità nazionale. “Unità nazionale a fine delle divisioni politiche interne a tutela dei nostri diritti di popolo, a partire da quello a resistere all’occupazione” è quanto si è ascoltato nelle pubbliche dichiarazioni che Hamas ha voluto rivolgere direttamente al movimento di Fatah. “Lavorare insieme contro chi progetta la nostra divisione e l’indebolimento dei nostri diritti nazionali”.
 
Così come Hamas ha spesso definito i sostenitori di Fatah, “il gruppo di Oslo è chiamato al ritiro dal tavolo dei negoziati e a riabbracciare il saldo principio della resistenza”.

Negare il coordinamento in questioni di sicurezza e ritiro dai negoziati. Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud ‘Abbas, deve dare prova di coraggio e sospendere, quanto prima, ogni collaborazione accordata al nemico sionista. Sottrarsi dal servire Israele nella repressione della nostra resistenza”.

“Dopo essersi dimostrata controproducente, anche la Lega Araba è stata inviata a rigettare l’iniziativa di pace araba perché di fronte al piano di colonizzazione israeliano, spalleggiato dagli Stati Uniti, una sua riproposta resterebbe futile”.

Infine Hamas, ha richiamato tutti i leader e i governanti nel mondo alla rimozione dell’illegale assedio israeliano sulla Striscia di Gaza.

“Oltreché politico-istituzionale, per la Lega Araba, si tratterebbe anche di un dovere religioso”.

Nel corso della cerimonia, Hamas ha voluto ricordare l’eroica missione umanitaria della  Freedom Flotilla e, in particolare, ha voluto ringraziare ancora una volta il popolo turco.

I prigionieri restano una priorità. La questione dei prigionieri palestinesi detenuti da Israele resta in testa all’agenda nazionale per Hamas che aggiunge “il soldato israeliano Gilad Shalit non vedrà la luce fino a quando non si raggiungerà un accordo attendibile da parte israeliana avente come contropartita la liberazione del maggior numero dei nostri detenuti. Fino ad oggi, l’attuale premier israeliano, Benjamin Netanyahu ha fallito”.

Nel discorso di Hamas non sono mancati i palestinesi residenti nella aree della Palestina occupata nel ’48 (Israele, ndr) sui quali si abbattono le politiche israeliane della demolizioni, deportazioni e discriminazioni legalizzate dallo Stato sionista.

Per ultimo il Movimento di resistenza islamica ha espresso la soddisfazione per la liberazione dello Shaykh Ra’ed Salah (leader del Movimento islamico nei Territori occupati nel ’48, Israele, ndr), manifestando il sostegno per il suo impegno nella lotta nazionale. 

 

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