35 organizzazioni palestinesi in Europa chiedono di nuovo le dimissioni di Abbas.

Bruxelles. “Con il suo discorso tenta di sfuggire dallo scandalo rappresentato dal ritiro del Rapporto Goldstone”.

35 organizzazioni palestinesi europee hanno duramente criticato il discorso di Mahmoud Abbas tenuto ieri, 11 ottobre, definendolo un “tentativo di sfuggire dalla sua diretta responsabilità nello scandalo rappresentato dal ritiro del Rapporto Goldstone, il quale condanna Israele, in una maniera mai vista prima, per i crimini di guerra commessi durante l’aggressione a Gaza”.

‘Arafat Madi, coordinatore delle 35 organizzazioni palestinesi europee che hanno firmato la richiesta di dimissioni di Abbas, ha dichiarato: “Le affermazioni di Abbas, che cercano di giustificare il rinvio della votazione sul Rapporto Goldstone, rappresentano un aperto disprezzo verso la posizione del popolo palestinese, dentro e fuori la Palestina, per non parlare della posizione delle organizzazioni internazionali a difesa dei diritti umani, che hanno espresso shock per la presa di posizione di Abbas”. Egli ha poi affermato che “non c’è bisogno di prendere in giro la gente fino a questo punto. Il discorso di Abbas contiene molte contraddizioni ed elementi che sviano l’opinione pubblica sia palestinese che internazionale”.

“Le sue giustificazioni riguardanti il mancato raggiungimento del numero di votanti il Rapporto presso il Comitato dei diritti dell’uomo non sono corrette e possono essere smentite dalle organizzazioni dei diritti umani presenti alla seduta, le quali hanno dichiarato in una maniera che non ammette interpretazioni che almeno 33 Paesi su 47 intendevano approvare il Rapporto”.

Le 35 organizzazioni palestinesi in Europa “si attendevano una posizione audace da parte di Abbas e che egli, nel suo discorso, confessasse il suo errore e la volontà di emendarlo”, perciò esse ribadiscono la necessità che Abbas si assuma tutta la responsabilità per quanto avvenuto a Ginevra.

Il coordinatore delle 35 organizzazioni palestinesi ha annunciato che verrà formata una commissione neutrale d’inchiesta per chiarire la questione del “ritiro del Rapporto Goldstone in base ad una richiesta ufficiale dell’Anp”. Egli considera l’affermazione di Abbas – il quale sostiene di voler formare una commissione d’inchiesta, sebbene l’inviato palestinese all’Onu abbia sin qui negato di volerla costituire – una cosa che lascia sbigottiti, specialmente perché lo stesso Abbas non vede alcun errore nella sua decisione di ritirare il Rapporto. Quindi, perché adesso vuol formare una commissione d’inchiesta?”.

Le 35 organizzazioni palestinesi hanno perciò rinnovato la richiesta di dimissioni immediate da parte di Abbas, che dovranno arrivare dopo che egli avrà riconosciuto il suo peccato grave commesso nei confronti dei diritti del popolo palestinese, ed avrà smesso di svilire sia le richieste dei palestinesi, dentro e fuori la Palestina, sia quelle delle organizzazioni internazionali che si occupano di diritti umani.

 

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