37° anniversario del tentativo israeliano di incendiare la moschea di Al-Aqsa.

  "I paesi arabi dovrebbero esercitare maggiori pressioni sui loro governi per liberare la moschea Al-Aqsa a Gerusalemme dall’occupazione israeliana e confermare che si tratta di una proprietà puramente musulmana". Questo è quanto ha dichiarato oggi il vice-capo del movimento islamico in Israele, Sheikh Kamal Al-Khatib, in occasione del 37° anniversario del tentativo israeliano di incendiare la moschea di Al-Aqsa – il terzo luogo sacro islamico, dopo Mecca e Medina in Arabia Saudita.  

I musulmani in tutto il mondo credono che il profeta Muhammad sia volato nei cieli sul cavallo alato Buraq, da Mecca verso Al-Aqsa (Gerusalemme), nel 632 d.C. (La tradizione letteraria araba ne parla ne "Il Libro della Scala di Maometto").

Il 22 agosto, i musulmani festeggiano la ricorrenza di Al-Isra’ (Il Viaggio Notturno del Profeta) e il Mi’raj (l’ascensione al cielo).

Fanatici integralisti ebrei

Coloni israeliani estremisti e gruppi di fanatici ebrei sono entrati nella moschea di Al-Aqsa con il proposito di rovinare la celebrazione musulmana.

Oltre al danno, la beffa

A Hebron, i soldati israeliani hanno cercato di impedire le celebrazioni presso la moschea di Ibrahim dispiegando numerose truppe alle entrate della Città Vecchia, dove è situata la moschea, e bloccando il flusso di fedeli.

Le forze di occupazione hanno installato cancelli elettronici comandati a distanza, in aggiunta alle sei cancellate di ferro piazzate alle entrate della moschea, in modo da ispezionare tutti coloro che vi si dirigono.
Dopo l’efferato massacro compiuto nel 1994 dentro la moschea – dove morirono decine di persone, bambini compresi – per mano di un integralista ebreo, è stato creato un comitato israeliano che ha deciso che la moschea di Ibrahim deve essere divisa tra ebrei e musulmani. Il comitato ha imposto che la moschea può essere aperta interamente per soli dieci giorni all’anno – nel periodo dell’anniversario di Isra’ e del Mi’raj.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.