500 prigionieri palestinesi si laureano (in ebraico) nelle carceri israeliane

Ramallah – Infopal. Il Centro studi sulle questioni dei detenuti palestinesi rende noto che un consistente numero di giovani prigionieri palestinesi completa i propri studi universitari nelle carceri degli occupanti attraverso la Jewish Open University “università aperta” ebraica.

Tawfiq Abu Na'im, dal carcere di Hedarim, riferisce che sono molti coloro che hanno completato gli studi universitari in carcere, raggiungendo sia la laurea breve che la specialistica: ventotto prigionieri si sono specializzati in Scienze politiche, mentre uno si è specializzato in Scienze amministrative.

Ra'fat Hamduna, direttore del Centro, riferisce che circa cinquecento giovani palestinesi nelle carceri israeliane sono iscritti alla “università aperta” di Tel Aviv”, ma dopo aver imparato l'ebraico, poiché i loro carcerieri non hanno concesso loro di proseguire gli studi in una università araba.

Ciò rientra dunque in un tentativo di svuotare culturalmente questi giovani, impedendo loro di studiare in arabo o limitando sia il numero di coloro che accedono agli studi in prigione sia quello delle materie a disposizione, o addirittura impedendo gli incontri con il relatore della tesi.

Il Centro rende noto che all'inizio di quest'anno è stato firmato un accordo tra i due ministeri dei Prigionieri e dell'Istruzione in Cisgiordania, il quale riconosce senza alcun problema i diplomi rilasciati dopo gli studi svolti dai prigionieri palestinesi nelle carceri degli occupanti israeliani.

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