61° anniversario della Nakba: mostra d’arte sulla Palestina.

 

Mostra d'arte:  Palestina, “La verità non sta in un solo sogno ma in molti sogni”.

Autori: Paola Ferraris, Mariya Marinova,Nasko Dimitrov,Yulia Mihkeeva, Bruno Volpez, Roberto Rossi, Andrea Rossetti, Désirée Land.

A cura di : Elvio Arancio

Inaugurazione: sabato 16 Maggio 2009

Sede: Dar Al Hikma, via Fiochetto 15, Torino

Periodo: dal 16 maggio al 16 giugno, orari: 10.00-12.00/15.30-18.00

Ingresso: libero

info: mostrapalestina@libero.it

www.daralhikma.it

info@daralhikma.it  

La mostra qui presentata non usufruisce di alcun contributo, né da parte di enti locali, né da sponsor; l'evento è autoprodotto dal curatore e dagli artisti partecipanti.

Si ringrazia il Centro Italo- Arabo Dar al Hikma, nella persona del suo presidente Younis Tawfik,  per l'ospitalità. 

In un tempo disorientato e frammentato l'estraneità della terra e la condizione di esilio sembrano sempre più caratterizzarci e avvicinarci alla condizione palestinese.

I palestinesi sono stati costretti a lasciare le loro terre abitate da secoli e a vivere nella miseria e nella fame. Cosa significa perdere la propria terra per un popolo prevalentemente contadino? Cosa significa vivere in esilio? Quali sentimenti nutrono in territorio straniero? Cosa significa non avere un'identità riconosciuta nel mondo?

Questi e molti altri quesiti ci hanno unito nel tentativo di testimoniare la tragedia palestinese attraverso immagini, fotografie, video e musiche…. affinché si possa intravedere un qualche barlume nella notte del mondo.

Andrea Rossetti con le sue fotografie presentate recentemente nella mostra “Walls” , vuole esortare a una riflessione, mostrando alcuni luoghi significativi e controversi, lungo le centinaia di chilometri del tracciato del muro di separazione e all’interno di città palestinesi dalla storia millenaria.

Paola Ferraris espone un’opera con soggetti dei soldati americani raffigurati in un’azione notturna nel deserto iracheno. I volti dei soldati sono illuminati da una luce flebile sembrano quasi dei fantasmi una sorta di apparizione i loro corpi con le tute e gli stivali sembrano quasi un insieme con la sabbia del deserto a presagire che in quei luoghi sosterranno per molto tempo.

Bruno Volpez attraverso l’impiego di un colore magmatico e in cui il segno si mostra tramite una danza di pennelli, che richiama alla mente riti tribali, ha realizzato tre lavori per “Palestina”. Le sue tele sono permeate di una qualità emotiva prepotente, che intride lo spettatore di violenza misurata ma densa, che rimanda al mondo dei numeri e della matematica; un mondo fatto di segni bellissimi ove non l’impulsività cede il passo all’organizzazione e nulla viene urlato, ma provato e dinanzi ai risultati non c’è rifiuto che tenga.

“La fine di questa notte non ha termine?……E il feto formato dentro questo utero infermo, ha potuto salvarsi dal malessere?……Io non propongo una risposta, ma torreggio su un deserto……Come si chiamerebbe l’isola se si asciugasse il mare?……Non propongo una risposta, ma torreggio su un deserto” (Darwish).

Roberto Rossi con “Mare di mezzo” presenta un un mare oscuro che divide due popoli,impossibile da attraversare, freddo. Il muro è il mare,un mare che allontana.

Mariya Marinova e Nasko Dimitrov  propongono “Gli Occhi Assenti”-un'opera multimediale “a quattro mani ” tra site specific installation e performance. Aprendo gli occhi:”Che cosa ci rimane dopo la guerra?”gli occhi assenti”
A che servono i poeti in un tempo di povertà, di miseria umana, di cecità morale e spirituale? si chiedeva Hölderlin e si chiede DésiréeLand nel suo lavoro, il quale si rivela man mano un percorso a ritroso nei meandri della terra, un continuo scavare per svelare e velare per ritrovare le radici e la luce tra oscurità impenetrabili e luminosità accecanti tra apparizioni e celamenti.

Infine, il giorno dell'inaugurazione della mostra sarà presente un'installazione di Paola Ferraris e Désirée Land, un video nel video, sarà proiettato un breve filmato su una tela di gomma trasparente posizionata su una porta di passaggio. Tutto questo sarà filmato, l'ingresso dei partecipanti alla mostra e degli spettatori che saranno due volte presenti nella scena, e non potranno più dirsi estranei o indifferenti.

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