70 palestinesi arrestati da Israele nei primi 10 giorni del 2011. Due hanno 6 e 7 anni

Ramallah – InfoPal. Dall'inizio del 2011, le forze d'occupazione israeliane hanno arrestato 70 cittadini palestinesi: 13 minori, 3 pescatori e 5 appena rilasciati dalle prigioni della sicurezza dell'Autorità nazionale palestinese (Anp).

Il dato è stato reso pubblico dall'ufficio del ministero per gli Affari dei detenuti palestinesi.

Riyad al-Ashqar, responsabile delle relazioni con il pubblico presso il ministero, ha specificato che tra i primi cittadini arrestati nel 2011, ci sono anche il direttore del centro Zakat di Jenin, lo Shaykh Mohammed Salatanah (il più anziano nei dati), la cui casa era stata presa d'assalto durante l'operazione conclusasi con la sua cattura.

Inoltre, tre membri del municipio di Beit Rima, tra cui lo scrittore e giornalista 'Ala ar-Rimawi, arrestato a più riprese e con sette anni continuativi passati nelle prigioni israeliane; Mazen ar-Rimawi, rilasciato da pochi mesi; Mohammed al-Asmar, con otto anni di detenzione israeliana alle spalle. Ancora, Rami al-Barghouti, in passato direttore dell'ufficio del ministero dell'Interno con dieci anni di esperienza nelle carceri di Israele.

Tra i 13 minori palestinesi catturati da Israele nei primi 10 giorni del nuovo anno ci sono pure due “piccolissimi”: Khaled Dweik, di sei anni e il cugino, Mohammed Sahil Dweik, sette anni. Il pretesto utilizzato dalle forze dell'ordine israeliane per giustificarne il sequestro è stato il “lancio di pietre contro coloni” ad al-Quds (Gerusalemme).

Il 4 gennaio, tre pescatori della Striscia di Gaza, sono stati sequestrati dalla Marina israeliana, dopo aver affondato la piccola imbarcazione sulla quale i tre palestinesi si trovavano. Tutti e tre sono stati condotti in una località sconosciuta.

A gennaio 2011, Israele ha arrestato anche Muhannad Hussain 'Abdallah e il fratello Latif, entrambi militanti delle brigate al-Qassam. I due fratelli erano stati rilasciati da un mese appena dalle prigioni della sicurezza dell'Anp, dove vi avevano trascorso tre anni.

Trentatré degli arrestati sono operai palestinesi, tutti residenti in Cisgiordania, fermati e portati via dalla polizia israeliana ad Ashdood perché “privi del permesso di ingresso in Israele”.

Dieci di essi sono stati posti in detenzione amministrativa (senz'accusa, prorogabile ad oltranza, ndr) e i registri di tutti restano di natura “segreta”.

In conclusione, al-Ashqar si è rivolto alla comunità internazionale, affinché faccia pressioni per arrestare la politica degli arresti indiscriminati.

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