Al-Barguthi: serve un nuovo accordo che libera il valico di Rafah dal dominio israeliano

 

Ramallah – Infopal

Il dott. Mustafa al-Barghouthi, presidente del partito dell’Iniziativa Nazionale Palestinese e deputato del CLP, ha invitato le due parti in conflitto, Fatah e Hamas, a "far prevalere gli interessi nazionali e a operare per superare le divisioni".

In una dichiarazione alla stampa, Barghouthi ha espresso la speranza che le dure dichiarazioni che hanno preceduto i nuovi sforzi egiziani per mettere fine alle divisioni palestinesi, siano solo dichiarazioni per iniziare e non definitive, e ha detto “in tutte le trattative c’è una posizione iniziale, speriamo che non sia definitiva, l’importante che le due parti, durante la loro permanenza al Cairo, si ricordino la sofferenza palestinese e che centinaia di malati affrontano ogni giorno la morte, devono ricordare che sono rappresentanti del popolo palestinese, e devono superare un conflitto su un potere immaginario, realmente si trova in mano all’occupazione e non nelle loro mani”.

E ha indicato che risolvere la crisi del valico di Rafah è l’ingresso giusto per ritornare al dialogo nazionale palestinese, e ha detto “credo che qualsiasi soluzione deve basarsi su tre obbiettivi principali: il primo, far finire la sofferenza del popolo di Gaza, il secondo, proteggere l’unità della Cisgiordania e della Striscia, il terzo, l’accordo per la gestione del valico di Rafah deve essere la porta per riprendere un dialogo nazionale globale, tramite il quale torniamo tra il popolo palestinese”, secondo la sua espressione.

Al-Barguthi ha criticato il vecchio accordo dei passaggi, che difende gli interessi degli israeliani e non quelli del popolo palestinese,  e ha invitato a raggiungere un nuovo accordo che liberi il valico di Rafah dal controllo israeliano, e ha detto “noi crediamo che raggiungere un nuovo accordo che liberi il valico di Rafah dal controllo israeliano è un fatto necessario, questa è una occasione un occasione storica per realizzarlo tramite gli sforzi egiziani, chi ostacola questi sforzi è solo la competenza e la divisione, di conseguenza la responsabilità nazionale richiede il superamento di questa divisione per interesse della patria”.

Egli ha invitato i dirigenti di Hamas e Fatah e i loro sostenitori, per interesse dell’accordo, di fermare la guerra delle dichiarazioni, e ha detto “io sono uno di coloro che credono che la guerra delle dichiarazioni tra le parti non serve molto, noi chiediamo a tutti di fermarli, noi conosciamo la natura della guerra strategica in corso, e crediamo, obbiettivamente, che il terreno per un accordo c’è, in particolare dopo che sono finiti i sogni della conferenza di Annapolis che non era altro che una stazione politica per coprire i crimini dell’occupazione, questo fatto dovrebbe spingere all’unità e non alla divisione”, secondo la sua espressione.

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